About Chester 

“È morto il cantante dei Linkin Park”

Ho pensato immediatamente che fosse una bufala. E impossibile, l’ho visto in concerto solo un mese fa…

Non so spiegare fino in fondo perche questa notizia mi abbia lasciato così sconvolta, come può lasciarti un tale amaro in bocca la scomparsa di una persona che non hai mai incontrato? Ma sento il bisogno di provarci.
Due dei ricordi più concreti che ho della nascita della mia passione per la musica riguardano proprio Chester e i Linkin Park: nel primo mi rivedo durante un intervallo in seconda superiore, con in mano il testo di In The End stampato e il tentativo di tradurlo, di sviscerare il senso profondo di quelle parole.

Nel secondo sono in macchina con la mia famiglia, durante un lungo viaggio. E, come ogni buona adolescente incazzata con il mondo, mi nascondevo sul sedile posteriore con le cuffie nelle orecchie e il cd di Meteora a tutto volume. Penso di averlo graffiato e usurato in ogni modo possibile quel cd. Se cerco bene penso di ritrovare anche i miei diari con il testo di From The Inside scritto in ogni dove.

Ricordi banali forse, significativi solo per me.

E poi il concerto del 17 luglio a Monza. L’emozione e l’intensità con cui Chester ha cantato dalla prima all’ultima nota ha aperto un varco in me, e mi rivedo con le braccia strette attorno al corpo, gli occhi chiusi e solo la sua voce nelle orecchie.

Quindi grazie, Chester. La vita non è stata gentile con te, e il suo peso ti ha portato ad abbandonare la battaglia, ma ci hai lasciato le armi per continuare a combattere le nostre.

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#LyricsPoem (13)

Sing for absolution
I will be singing
Falling from your grace

(Sing for Absolution – Muse)

On bended knee is no way to be free
Lifting up an empty cup I ask silently
That all my destinations will accept the one that’s me
So I can breath

(Guaranteed – Eddie Vedder)

Are you lost or incomplete?
Do you feel like a puzzle, you can’t find your missing piece?
Tell me, how do you feel?
Well, I feel like they’re talking in a language I don’t speak
And they’re talking it to me

(Talk – Coldplay)

Now I’m naked, nothing but an animal
But can you fake it, for just one more show?
And what do you want?
I want to change
And what have you got, when you feel the same?
Even though I know, I suppose I’ll show
All my cool and cold, like old job
Despite all my rage I am still just a rat in a cage

(Bullet With Butterfly Wings – Smashing Pumpkins)

Moving (On) – Part II

La valigia è sostanzialmente pronta.
Bianca, la piantina di fragole che mi ha regalato G., è ancora viva dopo ben cinque giorni in mia compagnia ed è pronta al viaggio anche lei.

Ieri ho passato una serata in compagnia della mia BFF C. che mi ha fatto un regalo che solo lei poteva farmi.
Oggi sto salutando tutti i miei colleghi e sto dicendo addio alla mia scrivania.
Stasera cena con tutto il parentado.

Mi sto trasferendo a soli 50 km di distanza, quindi può sembrare tutto un po’ eccessivo, ma sento che mi sto più che altro preparando a chiudere un capitolo per aprirne uno totalmente diverso.

Sono pronta ad andare avanti, ho soprattutto voglia di andare avanti.
Ho voglia di svegliarmi e avere entusiasmo per quello che faccio. Ho voglia di svegliarmi e preparare la colazione per G. (Spoiler alert, antisociale come sono al mattino, sarà più facile che avvenga il contrario)

Domani si inizia.

~Martina

Moving (On) 

Cito dai Buoni Propositi per il 2016:

Cambiare lavoro e trovarne uno che mi permetta di andare a vivere da sola.

Bene, lieta di informarvi che siamo al 5 aprile e ho già realizzato il mio obiettivo principale.

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Mi sono resa conto che ero ad un punto di stallo. Che, complice un lavoro di ripiego, stavo perdendo pezzi di me lungo la strada, l’entusiasmo nel fare le cose, e non mi bastava più ripetermi “Resisti, è solo per un po’”. Mi è già capitato di essere arrivata ad un punto per cui mi dico “così non va” e di rimettermi a costruire tutto da capo. In questi ultimi mesi mi sento – da un lato – di aver ricostruito molto, ma di avere ancora parecchia strada da fare.

E quindi mi sono messa nuovamente alla ricerca, alla ricerca di una passione che potessi trasformare in lavoro. Non vorrei parlare troppo presto perché di batoste e strade sbagliate da queste parti ne abbiamo già prese a sufficienza, ma ormai il contratto è firmato e ci si può sbilanciare.

Da fine Aprile sembra che verrò accolta dalle pareti di una libreria indipendente. Una di quelle con le scale per raggiungere i libri più alti, una di quelle che crede e sostiene l’editoria indipendente. Yes Sir, sarò una Libraia!

Ancora meglio: sarò una Libraia e andrò a vivere da sola!

Wait. Precisiamo.

Sarò una Libraia e andrò quasi a vivere da sola, perché sarò in compagnia dell’ukulele Tommaso e di G.

Quindi in un colpo solo cambio città, cambio lavoro e vado a convivere. Per una che gestisce egregiamente i cambiamenti come me, immaginerete con quanta grazia io abbia ponderato e accolto le novità che mi si sono presentate tutte insieme.

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Ma adesso sto realizzando vantaggi importanti che mi erano sfuggiti: ad esempio ora finalmente  potrò tenere in casa una pianta tutta mia di fragoline e una di menta… SIIIIII!

(La tuta ad unicorno però non potrò averla, G. ha messo il veto. Non capisco proprio, non sarei adorabile??)

Ho poche certezze a proposito della mia nuova, prossima avventura.

La prima è che nella nostra casa si ascolterà sempre ottima musica, e questo è fondamentale. La seconda certezza, ancora più radicata, è che le nostre piantine non arriveranno mai a compiere una settimana di vita. Sorry fragole.

~Martina

#LyricsPoem (12)

Compromise, that’s nothing new to you
(Electrical Storm – U2)

Like I just happen to be in the right place right time
Just settle down (just settle down)
I earned my place with the tidal waves
(Tidal Waves – All Time Low feat. Mark Hoppus)

Dentro una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
sino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
perché niente è cambiato
anche se tutto è diverso
(Universo – Cristina Donà)

And carry on
Just cross the waters I’ll be okay
‘Cause I’ve been loved, I’ve been loved enough today
I know your fears are hidden well beneath your wind
So don’t be long, leave me here, let me belong
(Carry On – Cœur de pirate)

Came to you with a broken faith
Gave me more than a hand to hold
Could you take care
Of a broken soul?
Will you hold me now?
Oh, will you take me home?
(Take Me Home – Jess Glynne)

~Martina
[#Lyrics Poem (1)]

 

Pensieri sparsi

Sono appena tornata da Londra (appena = una settimana) e come sempre dopo un viaggio torno carica degli stessi pensieri:

  1. Avrò mai qualcuno che mi aspetta all’aeroporto con un cartello con scritto il mio nome?
  2. Capita solo a me che quando ordino un piatto (spesso a caso, conoscendo solo la metà degli ingredienti) poi mi arriva sempre qualcosa di totalmente diverso da quello che mi ero immaginata? Colore, forma, sapore… Tutto completamente diverso?
  3. Perché i soldi si volatilizzano anche se non compri niente?
  4. Perché mi bastano poche ore per sentirmi a casa anche lontano da casa?
  5. Perché i camerieri mi sembrano sempre contenti e soddisfatti mentre quando io lavoravo al bar ero più stressata di quanto lo sono adesso?
  6. Perché il gin tonic ha sempre un sapore diverso?
  7. Succede solo a me che una volta tornata a casa i vestiti odorano del luogo in cui sono stata?

Comunque la depressione post viaggio esiste e gira che ti rigira l’unico modo per farla passare è prenotare al più presto un altro volo. C’è poco da fare.

Per quanto mi riguarda temo che il prossimo sarà impegnativo. Very impegnativo.

Buonanotte e a presto (ora che ho la app sul cel non mi ferma più nessuno!)

PS: per ogni eventuale errore incolpate il correttore automatico.

È troppo tardi per salutare il 2016?

Signori, il 2016 è l’anno dei trenta.

Quindi immagino che la presentazione del nostro blog scritta tre anni fa (TRE MARA, SONO GIÀ TRE ANNI) in cui allegramente dicevamo di essere vicine ai trenta, ma senza in realtà pensarlo davvero, ora si stia realizzando. Ma non ho il coraggio di aggiornarla.

Mi sono resa conta che non sono più un’adolescente quando un’orda di teenager urlante e piangente mi ha travolta al centro commerciale per raggiungere uno youtuber maisentitonominareedicuicomunquenonmiricordoilnome di quindici anni o forse meno. E io mi sono nascosta in un angolino abbracciando le ginocchia e ripetendomi “va tutto bene, va tutto bene”.

L’anno scorso avevo una lista di buoni propositi per il 2015 che -strano ma vero- ho anche abbastanza rispettato. Si, mi riferisco ai mojiti alla liquirizia; no, chiaramente non mi riferisco alla parte dello sport, quello mai.

Quindi la mattina di Capodanno, trascorsa in una delle mie città preferite di sempre, Firenze, mi ha portato alle consuete riflessioni. Più pratiche, meno romantiche.

Buoni propositi 2016

  • Cambiare lavoro.
  • Cambiare lavoro e trovarne uno che mi permetta di andare a vivere da sola.
  • Cambiare lavoro e trovarne uno che almeno non mi faccia rotolare nel letto per mezz’ora al mattino chiedendomi perché mi devo alzare e come mi sono ritrovata incastrata qui.
  • Passare l’esame di lingua latina. Oh wait, ne ho già passato metà! (faccine sorridenti, faccine sorridenti).
  • Ri-laurearmi in fretta e quindi cambiare lavoro.

Finito, a posto, ci rivediamo nel 2017!

Per i consigli musicali non richiesti: la canzone con cui sono stata svegliata nel 2016, dopo aver camminato per chilometri durante la notte con le mie ballerine. I’m not so smart, maybe.