Momenti di sconforto lavorativo (2) – Ovvero: che tu sia maledetto, lunedì!

“Amazing things are going to happen”
“Amazing things are going to happen”
“Amazing things are going to happen”

No, il lunedì neanche il nostro mantra funziona.

~Martina

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Momenti di gioia lavorativa (4)

– Quando il sedicente autore ubriaco/allucinato/evidentemente non in sé (di un paio di post fa) si ripresenta effettivamente dopo una settimana e le tue care colleghe (SI MARA, STO PARLANDO CON TE!) ti mandano a parlargli perchè in fondo “Non ti ha ancora visto, digli che sei la capo-redattrice!”
– Quando devi scrivere la quarta di copertina e l’aletta di un libro e l’autore le approva senza effettuare modifiche
– Quando manca solo una settimana alle ferie!
– Quando il collega 50enne che condivide l’ufficio con te ormai canticchia tutte le canzoni dei Paramore (perdono D., so che la mia libreria musicale ogni tanto è monotona e probabilmente quando hai deciso di lasciare nelle mie mani la scelta musicale non sapevi quale grave errore stavi per compiere!)

~Martina

E quindi per la rubrica “Consigli musicali non richiesti”, la canzone più riprodotta in ufficio ultimamente! Enjoy!

Raccontami la tua storia

“Raccontami la tua storia.
La più folle, la più triste, la più banale che ci sia”

Nella vita di ognuno di noi, ci sono momenti che cambiano completamente il nostro percorso, che ti definiscono e mutano per sempre. Come se di te ci fosse una “Versione 1” e una “Versione 2”.
A me è successo esattamente un anno fa.
Possiamo pianificare tutto nei minimi dettagli, ma sono giunta a credere che forse poi, tanta scelta in fondo non ce l’abbiamo.
Nell’ultimo anno ho perso qualcuno di fondamentale, mi sono ritrovata in posti inaspettati, ho conosciuto persone straordinarie, ho riscoperto vecchie amicizie, ho perduto il mio equilibrio, l’ho ritrovato e l’ho perduto di nuovo.
Ma mi sono sentita viva. Mi sono sentita davvero me stessa.

Ci sono casi e coincidenze così sorprendenti a volte, che per quanto cerchiamo di darne una spiegazione razionale, non possiamo che rassegnarci all’evidenza del “doveva andare così”.

E per fortuna.
Vi immaginate un mondo dove tutto va come lo abbiamo immaginato? Certo, magari ci risparmieremmo una buona dose di dolore, ma in fondo forse le storie migliori iniziano proprio da lì, da dove non ci saremmo mai aspettati.

E allora, raccontami la tua storia.
La più folle, la più triste, la più banale che ci sia

~Martina