Un filo rosso

Ci ho pensato un po’ prima di scrivere questo post. Solitamente tendo a scrivere di argomenti allegri (qualcuno mi suggerisce il termine “cazzate”), ma questa settimana è successo qualcosa che mi ha scosso e ho pensato che forse due parole andavano spese.

Giovedì pomeriggio ho accompagnato mia madre e mia nonna a far visita ad una coppia di lontani parenti, marito e moglie, una di quelle cose che solitamente ti fa pensare: “ci tocca, togliamoci il pensiero e via”.
Se non fosse che L. e V. sono una coppia di settantenni assolutamente adorabile, persone talmente buone e gentili che non puoi fare a meno di ascoltarli ammirata e cercare di prendere ispirazione da loro. E soprattutto si amano ancora, ti basta vedere come si prendono in giro e si stringono la mano quando si siedono uno accanto all’altra.
E fin qui quasi niente di strano. C’è un però.
A V. è stato recentemente diagnosticato un tumore al cervello, ma lui non lo sa. Sa di non stare bene ovviamente e di aver rischiato la vita, ma chi è a conoscenza dei dettagli che riguardano la sua malattia sono la moglie e la sua famiglia.
Quello che mi ha colpito profondamente di tutta la situazione è la forza e la serenità con cui questa coppia sta affrontando tutto.
C’è stato un momento in cui L. mi ha guardata negli occhi, e sorridendomi mi ha detto delle parole che sono state l’equivalente di un pugno nello stomaco:

“Tutte le cose brutte accadono per un motivo. Anche quelle che ci sembrano insensate in realtà non lo sono, perché anche se ci viene tolto qualcosa, la vita ci restituirà quaranta volte tanto. C’è un energia nel mondo che noi non possiamo cogliere, che collega persone ed eventi; niente succede mai per caso. Le cose trovano sempre la loro strada, dobbiamo solo aspettare e crederci”.

Crederci. Come se fosse semplice. L’ho sempre fatto, ma ora faccio fatica a sentirlo.
L. e V. non possono sapere quanto sono grata per le loro parole e per il loro esempio, per il loro modo di affrontare la vita con il sorriso sulle labbra e un cuore gentile. Perché dopo una settimana in cui non riuscivo neanche più a connettere i miei pensieri, sono almeno tornata a respirare.

~Martina
(Post con dedica speciale a C.,
perché -per fortuna- il filo rosso ci ha collegate)

“Let be
Let go
Let see
Let flow”

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