Somewhere I cannot quite place

There are days I might not make it
There are days i might start breakin’

E ci sono giorni che ti alzi in compagnia di una cara vecchia amica che pensavi di aver salutato e che per un po’ speravi di non dover riaffrontare.
Mattine in cui tutto sembra più vischioso e pesante, respirare compreso.
Che per quanto a lungo puoi correre e riempirti di cose da fare, da questo non scappi mai. Ti tocca fermarti, guardarti allo specchio e ricominciare a capire in cosa stai sbagliando. Cosa il tuo corpo percepisce come un attacco e da cosa esattamente sta cercando di difendersi.
Saranno le mille scadenze che si avvicinano e tempo zero per fare tutto, saranno i cambiamenti nelle settimane che sembravano tutte uguali da un po’.
Sarà che rivedo chi mi prepara una tazza di the perché non mi è ancora passata del tutto l’influenza, mentre canticchia qualcosa che probabilmente potrebbe andare dagli Arctic Monkeys a Weekend degli 883 e mi rendo conto che sto permettendo di nuovo a qualcuno di prendersi cura di me quando non ne avevo l’intenzione e questo mi terrorizza e mi rende felice e mi terrorizza.

But then I remember you.

~Martina

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Bla bla bla aggiornamenti

Qualche settimana fa ho iniziato a scrivere un post, per poi abbandonarlo nel dimenticatoio. Iniziava così:

-Marry the one who gives you the same feeling you get when you see food coming at a restaurant-

Mi sono svegliata pinnando quotes su Pinterest e questa è decisamente la mia preferita della giornata. Voglio sposare un piatto di pasta al pesto.

Cavolo, a volte mi stupisco di quanto io possa essere saggia. Sarebbe potuto essere un gran bel post (se si parla di cibo, per forza!), peccato averlo lasciato incompiuto.

Sono successe più cose nell’ultimo mese che nell’ultimo semestre. Ok, sto esagerando, ma la mia scomparsa dal blog è dovuta ai seguenti motivi:

– viaggio in Polonia in solitaria. Scopo: ritrovare me stessa. Obiettivo: raggiunto (prima o poi scriverò un post sul perché amo l’est Europa e perché consiglio a tutti di andarci).
– grazie ad una promozione, mi sono drogata di palestra per circa due settimane. Tutti i giorni, almeno 2 ore. Risultati: invisibili.
– ho trovato un lavoro. A 90 km da casa. Sul lago. No, non farò la bagnina.
– per dieci giorni la mia sveglia è suonata alle 5.30 am.
– per evitare la suddetta sveglia, ho trovato una stanza in un appartamento condiviso con studentesse di medicina. Sarà come vivere in Grey’s Anatomy, ma senza i dottori fighi.
– sono stata per due giorni di fila all’Ikea e alla fine sono riuscita a comprare e montare un tavolo e una cassettiera (ok, non li ho montati io. Io ho martellato un paio di chiodi). Adesso posso dire di avere un livello base di Svedese e so che un TÄRENDÖ non è una scrivania ma un tavolo (sono stata rimproverata da una donna Ikea, ndr).

Mi sono presa una pausa dalla valigia giusto per aggiornarvi e rendervi partecipi dei cambiamenti in atto, ma adesso devo tornare al lavoro e capire come portarmi via decine di collane senza farle ingarbugliare tra loro.

Happy Sunday dudes!

~Mara

#LyricsPoem (11)

Cos I am taking back what’s mine
I am taking back the time
You may call it suicide
But I’m being born again
(Days are forgotten – Kasabian)

Happiness, more or less
It’s just a change in me
Something in my liberty
(Lucky Man – The Verve)

I feel drunk but I’m sober
I’m young and I’m underpaid
I’m tired but I’m working, yeah
I care but I’m restless
I’m here but I’m really gone (…)
And what it all boils down to
Is that no one’s really got it figured out just yet
‘cause I’ve got one hand in my pocket
And the other one is playing the piano
(Hand in my pocket – Alanis Morissette)

~Martina
[#Lyrics Poem (1)]