#LyricsPoem (15)

It doesn’t have to be a world away
I can hear the song like it’s inside of me
I know that if I get to know my pain
I unlock a hundred different doors to better days

(World Away – Tonight Alive)

Playing my songs is the way I cope with life

(All I Want – A Day To Remember)

And I will say that we should take a moment and hold it
And keep it frozen and know that life has a hopeful undertone

(Migraine – twenty one pilots)

On rainy days we go swimming out
On rainy days swimming in the sound

(Electrical Storm – U2)

Sotto un cielo che ci sfiora
Si spezza un altro cuore in gola
Ma resiste ancora un battito
E ricomincia un’altra cura

(Tra Le Vite Degli Altri – Ministri)

Fix me with your grace
‘Cause I’m not too far and you’re my favorite place

(Favorite Place – All Time Low)

~Martina

 

Motivi per salvare questo 2017 anche se – diciamoci la verità – è stato un anno un po’ del cavolo

  • Perché ho visto degli alpaca a Londra!
  • Per l’emozionante matrimonio di una delle mie più care amiche.
  • Perché sono tornata a cantare e l’ho fatto per le strade della mia città grazie a PianoCity.
  • Per i brividi al concerto dei Sum 41, Blink 182 e soprattutto dei Linkin Park a Monza. Un concerto così non ricapita tanto spesso…
  • Perché durante il concerto di Eddie Vedder a Firenze, la mia bff C. ed io siamo rimaste incantate a vedere una stella cadente che illuminava il cielo, proprio dopo che il buon Eddie aveva appena finito di suonare Imagine. Ancora non ci credo.
  • Per la vista dal Top of The Rock a New York e la pace che si respirava sul pontile di Boston. E per i pancake, la zuppa di aragosta, i cheeseburger e i due chili presi dopo la vacanza ovviamente.
  • Perché ho ricevuto una cartolina di buon compleanno dagli Stati Uniti (ciao Mara <3).
  • Per il primo giorno da professoressa e la prima firma su un registro.

Per i consigli musicali non richiesti, Spotify mi suggerisce che la canzone che più ho ascoltato nel 2017 è stata Dirty Laundry, ma io sceglierò quella che ho in loop ultimamente. Buon inizio 2018!

Ciao blog, mi mancavi.
~Martina

È troppo tardi per salutare il 2016?

Signori, il 2016 è l’anno dei trenta.

Quindi immagino che la presentazione del nostro blog scritta tre anni fa (TRE MARA, SONO GIÀ TRE ANNI) in cui allegramente dicevamo di essere vicine ai trenta, ma senza in realtà pensarlo davvero, ora si stia realizzando. Ma non ho il coraggio di aggiornarla.

Mi sono resa conta che non sono più un’adolescente quando un’orda di teenager urlante e piangente mi ha travolta al centro commerciale per raggiungere uno youtuber maisentitonominareedicuicomunquenonmiricordoilnome di quindici anni o forse meno. E io mi sono nascosta in un angolino abbracciando le ginocchia e ripetendomi “va tutto bene, va tutto bene”.

L’anno scorso avevo una lista di buoni propositi per il 2015 che -strano ma vero- ho anche abbastanza rispettato. Si, mi riferisco ai mojiti alla liquirizia; no, chiaramente non mi riferisco alla parte dello sport, quello mai.

Quindi la mattina di Capodanno, trascorsa in una delle mie città preferite di sempre, Firenze, mi ha portato alle consuete riflessioni. Più pratiche, meno romantiche.

Buoni propositi 2016

  • Cambiare lavoro.
  • Cambiare lavoro e trovarne uno che mi permetta di andare a vivere da sola.
  • Cambiare lavoro e trovarne uno che almeno non mi faccia rotolare nel letto per mezz’ora al mattino chiedendomi perché mi devo alzare e come mi sono ritrovata incastrata qui.
  • Passare l’esame di lingua latina. Oh wait, ne ho già passato metà! (faccine sorridenti, faccine sorridenti).
  • Ri-laurearmi in fretta e quindi cambiare lavoro.

Finito, a posto, ci rivediamo nel 2017!

Per i consigli musicali non richiesti: la canzone con cui sono stata svegliata nel 2016, dopo aver camminato per chilometri durante la notte con le mie ballerine. I’m not so smart, maybe.

Delilah

 You think you have lost your faith, but you have not. You have only misplaced your faith and you can find it where it lays now, deep in your soul. And the way to do that is through the simple process of love.
Love yourself, forgive yourself.
You can’t love and forgive other people if first of all you don’t love and forgive yourself.

Saint Cecilia

Mi rendo conto che ultimamente ho passato più post a scusarmi per l’assenza, a giustificare qualche sparizione o a ricomparire dal nulla.

Comunque, here we go again.

Questo lunedì inizia con la neve (sì, siamo passati dai 20 gradi alla neve in due settimane. Hello, cambiamento climatico!), Santa Cecilia e i Foo Fighters.

Una decina di giorni fa sono andata a Torino per vedere Dave Grohl in concerto, per scoprire, una volta giunta lì, che era stato cancellato per i motivi che conosciamo bene e su cui non voglio ritornare perché troppo è stato detto e forse c’è solo bisogno di silenzio.

Ma il futile dispiacere di non vedere uno dei miei Artisti preferiti dal vivo dopo quattro anni che lo aspettavo, stamattina è stato ripagato da un nuovo ep a sorpresa.  Se avete letto qualcosa di quello che ho scritto in passato, non è difficile intuire quanto io creda nelle coincidenze e nei segni… E per qualche motivo strano in questi giorni pensavo al nome Cecilia, a quanti suoni musicale e leggero, per scoprire poi che Santa Cecilia è la protettrice dei musicisti e del bel canto.

E quindi ecco che i Foo Fighters pubblicano Saint Cecilia, accompagnati da una meravigliosa lettera aperta di Dave Grohl. Se amate i Foo Fighters, o semplicemente siete musicisti, vi consiglio vivamente di dargli una lettura.

Sarà perché “one foot in front of the other” è un mantra che mi è stato particolarmente caro nel tempo, o perché la gratitudine, l’amore e i contrasti con la musica sono qualcosa che sento lontani al momento, ma che vorrei tornassero al più presto con me… Saint Cecilia, carry me home to your house of broken bones. E poi, diciamocelo, chi altri poteva prendere una hall di un albergo e dire “ma sì registriamo qui un ep e regaliamolo”?

To remind us that music is life, and that hope and healing go hand in hand with song. That much can never be taken away.

Welcome and welcome back

Ho controllato la data dell’ultimo articolo pubblicato. 27 maggio.

Ehm, ho avutomoltodafaresaiillavorocomeva… Mara, tu non pensare di cavartela meglio, non ho controllato, ma sono sicura che su questi lidi non si sente la tua voce da troppo tempo. Muoviti, rimedia, so che hai un sacco di concerti di musica elettronica a cui andare ma non è una buona scusa.

In ogni caso sono di nuovo qui, aggiorno per la gioia di C. e anche per dare il mio benvenuto ufficiale e pubblico a Tommaso.

Tommaso è il meraviglioso ukulele rosso che mi hanno regalato questa settimana.
Tommaso deve avere una personalità ben decisa, dato che si è scelto il nome da solo, con una serie di eventi e segni che non potevano essere ignorati.  Rientrano nell’elenco il tatuaggio di una tizia in gelateria, la ricorrenza di San Tommaso e il suo essere citata in una delle infinite riunioni al lavoro in cui è stato deciso il mio futuro (again), e in cui avrei dovuto mostrare la Martina seria e compita e stavo invece per scoppiare a ridere. E forse anche G. che continuava a ripetere “Chiamalo Tommaso, chiamalo Tommaso, chiamalo Tommaso”. Beh, questo non poteva essere ignorato.

Tommaso, in un periodo privo di ispirazione musicale, mi ha anche fatto ritrovare un po’ di me nella musica, cosa che non succedeva da mesi.

Tommaso è adorabile e tutti sorridono quando lo vedono.

Tommaso inoltre si abbina molto bene ad Epi, anche lei rossa. E il pendant è importante.

Forse sto scrivendo troppe volte Tommaso. Tommaso è un nome un po’ stupido per un ukulele, but I love it.

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Tommaso che vi sorride

Listening: Ukulele Songs, Eddie Vedder
Reading: Guida galattica per gli autostoppisti, Douglas Adams

#LyricsPoem (10)

But life is both a major and minor key
Just open up the chord
(Side – Travis)

Where is your blind faith?
No false hope
Open your eyes
Step into the light
(Congregation – Foo Fighters)

But there’s a scar you’ll never find
Right behind my eyes
(Lighthouse – Mallory Knox)

Shyness is nice and shyness can stop you
From doing all the things in life you’d like to
(Ask – The Smiths)

~Martina
[#Lyrics Poem (1)]

Stavo pensando

Stavo pensando che non mi capitava da un po’ di vivere un periodo così pieno. Pieno di cose da fare (forse troppe, anche se di solito per i miei standard non sono mai abbastanza), pieno di scoperte musicali, pieno di delusione, pieno di emozioni positive, pieno di persone dalle mille sfumature. Come tutto questo possa convivere non lo so, ma è così.

Stavo pensando che ci sono state tante minuscole situazioni che mi hanno fatto sentire fortunata. Prima di tutto c’è stato il mio compleanno. C. si è presentata con una pianta arancione alla mia porta, ed è anche convinta che riuscirò a farla sopravvivere… Ah, donna illusa! La mia sorellina invece mi ha impacchettato il suo regalo in una scatola con la scritta “Happy Christmas“. I musicisti del mio gruppo mi hanno portato una crostata durante le prove. Mara mi ha consegnato il suo (meraviglioso) regalo in un sacchetto di Playboy… e ho un po’ temuto a scartarlo. Le mie amiche mi hanno invece regalato un biglietto per il concerto dei Kasabian… e impagabile è stata la faccia del buon I. che ha scoperto esattamente nel momento in cui scartavo il pacchetto che dovrà trovare un posto in macchina insieme ai suoi amici anche per me. Regalo con passaggio a scrocco.

Stavo pensando anche che ci sono così tante persone che mi mancano in questo periodo. Indubbiamente, un paio di amiche che si sono allontanate, ma mi manca anche chi era in grado di capirmi. Stavo pensando che ho risposto ad un messaggio di auguri con un “grazie”, ma che avrei scritto tutto e il contrario di tutto. Ma poi ho pensato che ha fatto la sua scelta e che le scelte altrui vanno rispettate e quindi ho scritto “grazie”. O forse l’ho scritto per codardia. O forse perché sono parecchio arrabbiata. O forse non lo so.

Stavo pensando che S., il ragazzo di un’amica che in passato faceva il talent scout musicale, mi ha detto una delle cose più belle che potesse dirmi e forse non se n’è nemmeno reso conto. Ha insistito per ascoltare qualche pezzo che ho registrato con il mio gruppo, e nel mucchio gli ho inserito anche una canzone che invece ho scritto da sola. Ascoltando proprio quella mi ha detto “Ecco dove sei, ci sei ed è tua. È il tuo mondo”.
E quindi stavo pensando quanto sia fottutamente bello che una persona che mi conosce poco sia riuscita a percepirmi in una canzone.

Stavo pensando che questa cosa dei nomi puntati si sta facendo un po’ complicata.

Stavo pensando che passare dal mio ufficio agli uffici dell’amministrazione tramite le sale buie del museo mi fa un po’ paura (anche perché non vorrei mai inciampare in qualcosa!), ma mi diverte tantissimo.

Stavo pensando che MARADOBBIAMOTIRARCIINSIEMEPERILNOSTROVIAGGIO<3, e lo stavo pensando in capslock.

Stavo pensando che sono un po’ autoreferenziale e che dubito che a qualcuno interessi quello che sto scrivendo qui.
Stavo pensando che però tirare le somme scrivendo mi aiuta a fare chiarezza. Quindi forse serve più a me che a chi sta al di là dello schermo.

Stavo pensando che in fondo mi piace percepire così tante sensazioni diverse, perché sto ricominciando a credere che sia decisamente meglio che non percepire più nulla.

*Per i Consigli musicali non richiesti, una delle canzoni che secondo S. è “molto Martina”… sì, è molto Martina.

#LyricsPoem (8)

And I could write a song a hundred miles long
Well that’s where I belong
(Swallowed in the Sea – Coldplay)

Seems to me like I’m just scared of never feeling it again
I know it’s crazy to believe in silly things
But it’s not that easy (…)
High hopes, when you let it go, go out and start again
(High Hopes – Kodaline)

Cause I can’t see forgiveness
And you can’t see the crime
(Final Masquerade – Linkin Park)

Listening for voices, but it’s the choices that make us who we are
(The Unwinding Cable Car – Anberlin)

O resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?
(Verranno a chiederti del nostro amore – Fabrizio de André)

~Martina
[#Lyrics Poem (1)]

 

Sing a song

Voi avete una canzone preferita?

Non sono mai riuscita a rispondere con un sì deciso a questa domanda per due ragioni:

1. ho un sacco di canzoni preferite

2. ho altrettante canzoni preferite del momento, cioè che occupano la loro posizione privilegiata nella mia classifica personale per un mese, una settimana… o poche ore.

Tra le canzoni del punto 1 si trovano per esempio: Just like heaven (The Cure), Maracaibo, Penguins and polarbears (Millencolin), Sometimes (Pearl Jam)I am the walrus (The Beatles), Fiction (The XX), Little sister (Queens of the stone age), 505 (Arctic monkeys), Sheepdog (Mando Diao), Runaway (Yeah Yeah Yeahs), Ancora tu (Battisti) – ok possono bastare, ma sappiate che la lista è lunga almeno il triplo (e ho evitato di scrivere tutto Hai paura del buio? degli Afterhours).
Sono canzoni preferite perché non ti stancano nemmeno dopo mille ascolti e quando partono a random su un cd non le skippi mai… Se poi passano alla radio ti viene da piangere e vuoi ringraziare il mondo per averti letto nel pensiero e aver capito a fondo i tuoi bisogni musicali.

Tra le canzoni del punto 2 troviamo invece: Hideaway (Kiesza), The chamber (Lenny Kravitz), When the beat drops out (Marlon Roudette),  Waves (Mr. Probz) e per farvi capire cosa intendo, esiste la possibilità che alla fine di questo post mi abbiano già stufata.
Come riconoscere una canzone preferita del momento? Solitamente la prima volta che la ascolti non riesci a fare a meno di ricorrere a Shazam per capire chi/cosa sia. Poi passi alla fase “canticchiamola inventando le parole e sperando la passino di nuovo in radio” e infine ti trovi a domandarti ‘ma perché mi piace così tanto?’ dando inizio all’inevitabile declino.

Vi ricordate quando non esistevano app di riconoscimento musicale e per risalire a una canzone si tempestavano gli amici di “che canzone è? – la conosci? – chi la canta?”, si pregava in cinese che il dj dicesse il titolo o l’artista o, ancora meglio, si cercava di captare qualche parola per poter risalire almeno al testo?
[Pensate che io non ho mai avuto Mtv in vita mia ma solo un canale chiamato Telecasa dove ogni tanto passavano videoclip… Riuscite a immaginare l’infanzia e l’adolescenza traumatica che ho vissuto?]
Nell’era post app tutta questa caccia alla canzone è venuta meno, così come l’alone di mistero che avvolgeva i brani a te sconosciuti. Ho realizzato di essere arrivata ad un punto di non ritorno quando mi sono messa a rincorrere canzoni con Shazam persino in un locale (Martina you were there).

Ma non facciamo i malinconici, tutto è bene quel che finisce bene! Domani a quest’ora sarò su una spiaggia di Malta gustandomi un mojito e lottando contro i raggi solari a colpi di protezione 30.

Umbrella power!

PS: Martina non dire che sono tamarra! :*

~Mara