#LyricsPoem (8)

And I could write a song a hundred miles long
Well that’s where I belong
(Swallowed in the Sea – Coldplay)

Seems to me like I’m just scared of never feeling it again
I know it’s crazy to believe in silly things
But it’s not that easy (…)
High hopes, when you let it go, go out and start again
(High Hopes – Kodaline)

Cause I can’t see forgiveness
And you can’t see the crime
(Final Masquerade – Linkin Park)

Listening for voices, but it’s the choices that make us who we are
(The Unwinding Cable Car – Anberlin)

O resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?
(Verranno a chiederti del nostro amore – Fabrizio de André)

~Martina
[#Lyrics Poem (1)]

 

Sing a song

Voi avete una canzone preferita?

Non sono mai riuscita a rispondere con un sì deciso a questa domanda per due ragioni:

1. ho un sacco di canzoni preferite

2. ho altrettante canzoni preferite del momento, cioè che occupano la loro posizione privilegiata nella mia classifica personale per un mese, una settimana… o poche ore.

Tra le canzoni del punto 1 si trovano per esempio: Just like heaven (The Cure), Maracaibo, Penguins and polarbears (Millencolin), Sometimes (Pearl Jam)I am the walrus (The Beatles), Fiction (The XX), Little sister (Queens of the stone age), 505 (Arctic monkeys), Sheepdog (Mando Diao), Runaway (Yeah Yeah Yeahs), Ancora tu (Battisti) – ok possono bastare, ma sappiate che la lista è lunga almeno il triplo (e ho evitato di scrivere tutto Hai paura del buio? degli Afterhours).
Sono canzoni preferite perché non ti stancano nemmeno dopo mille ascolti e quando partono a random su un cd non le skippi mai… Se poi passano alla radio ti viene da piangere e vuoi ringraziare il mondo per averti letto nel pensiero e aver capito a fondo i tuoi bisogni musicali.

Tra le canzoni del punto 2 troviamo invece: Hideaway (Kiesza), The chamber (Lenny Kravitz), When the beat drops out (Marlon Roudette),  Waves (Mr. Probz) e per farvi capire cosa intendo, esiste la possibilità che alla fine di questo post mi abbiano già stufata.
Come riconoscere una canzone preferita del momento? Solitamente la prima volta che la ascolti non riesci a fare a meno di ricorrere a Shazam per capire chi/cosa sia. Poi passi alla fase “canticchiamola inventando le parole e sperando la passino di nuovo in radio” e infine ti trovi a domandarti ‘ma perché mi piace così tanto?’ dando inizio all’inevitabile declino.

Vi ricordate quando non esistevano app di riconoscimento musicale e per risalire a una canzone si tempestavano gli amici di “che canzone è? – la conosci? – chi la canta?”, si pregava in cinese che il dj dicesse il titolo o l’artista o, ancora meglio, si cercava di captare qualche parola per poter risalire almeno al testo?
[Pensate che io non ho mai avuto Mtv in vita mia ma solo un canale chiamato Telecasa dove ogni tanto passavano videoclip… Riuscite a immaginare l’infanzia e l’adolescenza traumatica che ho vissuto?]
Nell’era post app tutta questa caccia alla canzone è venuta meno, così come l’alone di mistero che avvolgeva i brani a te sconosciuti. Ho realizzato di essere arrivata ad un punto di non ritorno quando mi sono messa a rincorrere canzoni con Shazam persino in un locale (Martina you were there).

Ma non facciamo i malinconici, tutto è bene quel che finisce bene! Domani a quest’ora sarò su una spiaggia di Malta gustandomi un mojito e lottando contro i raggi solari a colpi di protezione 30.

Umbrella power!

PS: Martina non dire che sono tamarra! :*

~Mara

Colonna sonora di un agosto, che proprio agosto non è

[Ovvero canzoni che sto ascoltando in modo ossessivo e chissà perché non le ho scoperte prima]

~Martina

Aggiornamenti vari abbastanza inutili, ma piove e il meteo ci è avverso

  • In due mesi (o poco più) di lavoro come Educatrice Museale, ho scoperto che fanno parte dei miei compiti anche nascondermi in una casa buia per far spaventare i bambini (ma non troppo!) / fare discorsi di accoglienza a un centinaio di ragazzi parlando al microfono (che nella mia classifica di incubi personali potrebbe collocarsi benissimo a metà strada tra i terremoti e i videocitofoni) / fare stencil con le bombolette spray / lanciarmi a capofitto su una torre di scatole di cartone per farle crollare.
  • Ho scoperto che posso tenere in mano un taglierino per più di 48 ore senza finire al pronto soccorso. Poi però è arrivato il polistirolo e mi sono tagliata con quello.
  • Sono andata alla ricerca di una chitarra elettrica, ma il mio indicare “VOGLIO QUELLA!” tutte le volte che vedevo una chitarra rossa mi hanno detto non essere un buon criterio di selezione. Quindi ora ho deciso che ne voglio una verde acqua. (Ah, le chitarre hanno anche delle qualità tecniche da tenere in considerazione? Il concetto mi giunge nuovo)
  • Sto ancora soffrendo per una cocente sconfitta a Risiko. La mia furia battagliera non si è placata. Anzi, a dirla tutta mi hanno buttata fuori subito. Devono aver barato, non c’è altra spiegazione.
  • Ho già parlato della mia Nuova Vera Vocazione? Il LASER GAME. Tanto faccio schifo a Risiko, quanto sono letale come cecchino. Ho deciso che in caso la mia laurea in Lettere un giorno non servisse più (sì, mi rendo conto di aver scritto “laurea in lettere” e “servire” nella stessa frase), potrei aprire un Laser Game a Londra. Bisogna sempre avere un piano B.
  • Mi piace un sacco scrivere per punti.
  • Punto vuoto.
  • Meno due settimane alle ferie (!!)
  • Mara quando ci vediamo per l’aperitivo? 🙂
  • SAY GERONIMO!

~Martina

Play it loud!

Ci sono canzoni che non importa quante volte hai ascoltato.
Non importa quante volte le hai canticchiate tra te e te.
Non importa quante volte le hai urlate a squarciagola in macchina, con il finestrino abbassato e il vento sul viso e tra i capelli.
Ci sono canzoni che parlano di te, parlano a te, e puoi ascoltarle fino alla nausea perché non smetteranno mai di farlo.

Ci sono canzoni che so bene come collocare.
Come Hey Jude, colonna sonora di mille serate con le amiche e di una passeggiata infinita nella notte parigina, Pressure, da ascoltare scaramanticamente prima di ogni esame, Wonderwall, suonata alla prima prova con il primo gruppo, quando un sogno per me si realizzava, Come Alive che mi parla di Londra, Hysteria e il suo giro di basso per tutte le giornate no e I should have known, solo per citarne alcune…

Ma quello che invece mi è sempre sembrato ironico, è che le canzoni per me più importanti sono quelle che non ho mai saputo spiegare a parole, o dargli un senso definito. Come a dire, vi sento ed è sufficiente.

C’è Adam’s Song, ascoltata a ripetizione da quando avevo 14 anni. Forse il primo vero pezzo in cui mi sia mai rifugiata. Con il minuto 3.30… Tomorrow holds such better days.
C’è Best of You, urlata e usata mille volte nei momenti di rabbia. I swear I’ll never give in, I refuse.
C’è Times Like These, perché it’s time like these you learn to live again.
C’è Therapy. Therapy che mi spezza e che non so davvero spiegare.
E c’è Last Hope, che vorrei avere scritto io. E perché se fossi una canzone, forse ora sarei questa. So if I keep my eyes closed, with a blind hope..

~Martina

Posso farcela

I started something I couldn’t finish.

Eh no, cari Smiths. Questa volta non è andata così.
Avevo un unico, piccolo obiettivo per questo 2014, e l’ho portato a termine.
Settimana scorsa ho finalmente cantato e suonato in pubblico per la prima volta la canzone che ho scritto, Roads.
Non importa che fosse solo un saggio di chitarra e che ci fossero ragazzini con la metà dei miei anni, il doppio della mia scioltezza nel suonare e probabilmente anche la metà della mia ansia… ci sono conquiste che nessun tredicenne-futuro-Hendrix-maledettamente-talentuoso ti può togliere.
Non che fosse la prima volta che salissi su un palco, ma mi è capitato sempre e solo di cantare canzoni di altri, con i ragazzi del mio gruppo.

Finalmente, per la prima volta, mi sono trovata da sola su quel palco. Ho potuto dire qualcosa di veramente mio, e non importa se mi tremassero le mani o se effettivamente abbia cominciato da poco a suonare la chitarra e quindi sia ancora una schiappa… Ma è quella sensazione che nasce dentro, quella sensazione che ti dice che puoi farcela, che tutto ciò che ti sei sempre negato non è così impossibile come sembra. Perché il mio più grande nemico è sempre stata lei, la paura.

Ma io posso farcela.

E ora?
Beh, ora si cerca un nuovo obiettivo.

~Martina

* E per i consigli musicali non richiesti…

 

Momenti di gioia quotidiana (2)

(Concerto dei Bastille @ Milano Edition)

– Quando tua sorella prepara un cd di canzoni da cantare a squarciagola durante il viaggio;
– Quando si riesce a sgattaiolare oltre i controlli e a trovare due posti da cui vedere perfettamente il palco, senza avere nessun giocatore di basket davanti che ti blocchi la visuale;
– Gli autoscatti stupidi pre-concerto;
– Dan Smith e il suo accento inglese;
– Dan Smith che salta durante tutte le canzoni e non manca una nota;
– Dan Smith che corre lungo tutto il parterre del forum di Assago con un fiume di persone che lo circonda e non manca una nota;
– Dan Smith;
– E anche un po’ tua sorella che canta e anche se lei forse non becca una nota, non potrebbe farti ridere di più;

~ Martina