Pensieri sparsi

Sono appena tornata da Londra (appena = una settimana) e come sempre dopo un viaggio torno carica degli stessi pensieri:

  1. Avrò mai qualcuno che mi aspetta all’aeroporto con un cartello con scritto il mio nome?
  2. Capita solo a me che quando ordino un piatto (spesso a caso, conoscendo solo la metà degli ingredienti) poi mi arriva sempre qualcosa di totalmente diverso da quello che mi ero immaginata? Colore, forma, sapore… Tutto completamente diverso?
  3. Perché i soldi si volatilizzano anche se non compri niente?
  4. Perché mi bastano poche ore per sentirmi a casa anche lontano da casa?
  5. Perché i camerieri mi sembrano sempre contenti e soddisfatti mentre quando io lavoravo al bar ero più stressata di quanto lo sono adesso?
  6. Perché il gin tonic ha sempre un sapore diverso?
  7. Succede solo a me che una volta tornata a casa i vestiti odorano del luogo in cui sono stata?

Comunque la depressione post viaggio esiste e gira che ti rigira l’unico modo per farla passare è prenotare al più presto un altro volo. C’è poco da fare.

Per quanto mi riguarda temo che il prossimo sarà impegnativo. Very impegnativo.

Buonanotte e a presto (ora che ho la app sul cel non mi ferma più nessuno!)

PS: per ogni eventuale errore incolpate il correttore automatico.

Only 17 but my love is for real

Non ci credo! 27 marzo è la data del mio ultimo post? Sono passati 3 mesi durante i quali sono successe milioni di cose… e non ho scritto nulla? Male male malissimo!!!

Ciao a tutti! Ciao Martina! Ciao mondo!

Prima di inondarvi di aneddoti stupidi e inutili vi spiego perché non ho più scritto un tubo. Sostanzialmente i motivi sono due: il primo è che le mie coinquiline non si sono ancora decise a mettere la wi-fi in casa, ma anche se l’avessero fatto non avrei comunque potuto scrivere perché ho avuto il pc rotto fino a settimana scorsa (secondo motivo).
Cosa significa pc rotto per più di 2 mesi? Mmm… LA MORTE!

Ok ok smetto di lamentarmi e vi riassumo cosa vi siete persi:

1. HO LITIGATO CON UNA DELLE MIE COINQUILINE
come succede nei film, con tanto di parolacce e alzata di voce. Il motivo scatenante è stata la puzza perenne in cucina a causa di rifiuti non regolarmente portati fuori, e una pulizia della cucina stessa del tutto discutibile. E di barattoli di salsa lasciati ad ammuffire in frigo.

2. HO AVUTO UNA COINQUILINA FANTASMA
che non ho mai (e dico mai!) visto nonostante abbia dormito nella stanza di fronte alla mia per due settimane!
A causa di episodi strani legati alla sua mania di appropriarsi di cose altrui senza chiedere il permesso (coperte, lenzuola, golf, mutande (!)) abbiamo deciso di cacciarla… e io e la coinquilina del litigio siamo tornate amiche (ah, il fronte comune!).

3. HO COMPRATO UNA TV
e adesso guardo sempre Diario di una nerd superstar e CatFish. E pensare che stavo diventando una di quelle finte radical chic che “la-tv-è-solo-spazzatura-posso-farne-a-meno”. Sì, col cavolo. Trash for life!

4. OGNI SERA ESCO A PASSEGGIARE
da sola, nel mio quartiere che ho scoperto essere bellissimo e pieno di verde. Torno a casa divorata dagli insetti ma contenta di aver scoperto un parco nuovo o una vietta sconosciuta.

5. HO SCRITTO UNA GUIDA DI STILE
cioè un insieme di regole grammaticali e stilistiche che i redattori tecnici di un’importantissimissima azienda italiana dovranno seguire mentre scriveranno i loro manuali. So cool!

6. HO PERSO 2,5 Kg
perché mangio verdura cruda e non cucino mai nulla. Lo so, non va bene, ma ho davvero un problema con i fornelli e soprattutto è una settimana che ho 40 gradi in casa quindi… anche no!

7. HO COMPRATO UNA MACCHINA
indebitandomi fino alle ossa e mandando in pensione la mia Cherry, colei che per 10 anni mi ha portata ovunque con grande classe.

8. HO PRENOTATO UN VOLO NON LOW COST
quindi per la prima volta dopo 15 anni volerò su un aereo serio per andare in Sardegna, al matrimonio di una mia amica. Sentirsi VIP con un click 😉

9. HO VISSUTO IL MIO PRIMO CONCERTO ALL’ARENA DI VERONA
ed è stato fighissimo, anche perché ero in platea (grazie al tendine rotto del mio boyfriend). Mumford&Sons + Martina ❤
(C. se leggi questo post… scusami ancora per il gestaccio a distanza!! Non era per teee!! :D)

10. MI SONO DATA ALL’ELETTRONICA
o techno o dubstep o che ne so che generi sono… Insomma ho scoperto un po’ in ritardo questo mondo di dj e luci fantastiche e adesso voglio andare a sentire Steve Aoki a settembre (Shade Music Festival, Skrillex, Fritz Kalkbrenner: checked!)

11. HO AVVIATO LA MIA CARRIERA DA PR
in un locale sempre semi vuoto ma che a noi piace tanto perché mettono gli Smiths, i Cure e gli Arctic Monkeys.

12. HO FATTO APERITIVO A BRESCIA CON MARTINA
in un locale iper fighetto pur essendo sfatte e in tenuta post lavoro. Non vedo l’ora di rifarlo e di regalarti oggetti fucsia a forma di cactus mentre ordiniamo una brioches al cioccolato invece del secondo spritz!

13. MI SONO VENUTE LE MIE PRIME VERE PARANOIE
da quasi 29enne, tipo che tempus fugit e il numero che finisce per zero è alle porte… quelle cose da film drammatici italiani insomma… sarà per questo che voglio andare a ballare e tra due settimane vado per la prima volta in vita mia a Milano Marittima?

14. PHARRELL WILLIAMS IS BACK
e sono già nel loop del ta-tara-taratta della sua nuova canzone.Pharrell, ma io ti amo!!!

Ora scusatemi ma c’è un piatto di pasta al pesto fumante cucinato da my mum che mi chiama dalla cucina…

See you soon!

Because I want to see people and I want to see life

Sono viva! Ma è come se non lo fossi… Non ho più una vita sociale, mi nutro solo con cibi confezionati, invece del pane mangio gallette di riso/mais e la frutta solo se è in forma di mousse, perché intera porta via troppo tempo (a meno che non sia una banana, che si sbuccia facilmente).

SONO STANCA! MA HAPPY 🙂

Eh sì metto pure lo smile, tanto ho deciso che non rileggo perché mi si chiudono gli occhi e non vedo l’ora di dormire. Ma era troppo – troppissimo! – tempo che non scrivevo qualcosa e non potevo andare avanti con questo peso sulla coscienza.

Dunque, cosa posso dire? Finalmente vivo fuori casa ma al momento il massimo che posso permettermi è un appartamento condiviso con altre tre ragazze, tutte e tre studentesse. Wow! – direte voi. Wow un cacchio! – dico io.
Queste tizie:

  • studiano sempre
  • non escono mai la sera
  • non guardano programmi televisivi trash
  • non buttano la spazzatura
  • non puliscono i pavimenti

insomma sono una serie infinita di ‘NON’. Da ciò potete dedurre che l’unico motivo per il quale posso dire di essere HAPPY! 🙂 è il lavoro: mi piace da matti e sono circondata da persone super intelligenti… e questo a volte mi fa sentire terribilmente stupida. Cosa faccio? Cerco di diventare una technical writer, e questa settimana mi hanno commissionato il primo manuale MIO e una ricerca sul linguaggio controllato… ok ok la smetto che se no divento pesante.

Dicevo?

Ah giusto: il lavoro. Che comprende anche la scuola serale dove insegno. Che è a 50 Km da dove vivo e che quindi significa spendere, tra benzina e autostrada, più di quanto guadagno nelle due ore di lezione. Scuola, che vuol dire ragazzine e ragazzini indisciplinati da tenere a bada. La mia unica salvezza nelle serate altrimenti piatte e noiose.

E insomma è venerdì sera e sono a letto, pronta per 5 minuti di American Horror Story che conciliano il sonno.

Giuro che quando scrivo i manuali non sono così disordinata.

Goodnight *

e ci metto pure la stellina.

PS: mi sento di condividere con voi la mia ultima scoperta: le sessioni di liuto rinascimentale aiutano la concentrazione. Provare per credere.

PS 2: Martina cara sono ancora un po’ scossa per l’abbandono di Zayn… se trovi errori o se pensi che questo post rovini la reputazione del blog… agisci e riporta ordine e pulizia! Hai il mio permesso!

~Mara

Bla bla bla aggiornamenti

Qualche settimana fa ho iniziato a scrivere un post, per poi abbandonarlo nel dimenticatoio. Iniziava così:

-Marry the one who gives you the same feeling you get when you see food coming at a restaurant-

Mi sono svegliata pinnando quotes su Pinterest e questa è decisamente la mia preferita della giornata. Voglio sposare un piatto di pasta al pesto.

Cavolo, a volte mi stupisco di quanto io possa essere saggia. Sarebbe potuto essere un gran bel post (se si parla di cibo, per forza!), peccato averlo lasciato incompiuto.

Sono successe più cose nell’ultimo mese che nell’ultimo semestre. Ok, sto esagerando, ma la mia scomparsa dal blog è dovuta ai seguenti motivi:

– viaggio in Polonia in solitaria. Scopo: ritrovare me stessa. Obiettivo: raggiunto (prima o poi scriverò un post sul perché amo l’est Europa e perché consiglio a tutti di andarci).
– grazie ad una promozione, mi sono drogata di palestra per circa due settimane. Tutti i giorni, almeno 2 ore. Risultati: invisibili.
– ho trovato un lavoro. A 90 km da casa. Sul lago. No, non farò la bagnina.
– per dieci giorni la mia sveglia è suonata alle 5.30 am.
– per evitare la suddetta sveglia, ho trovato una stanza in un appartamento condiviso con studentesse di medicina. Sarà come vivere in Grey’s Anatomy, ma senza i dottori fighi.
– sono stata per due giorni di fila all’Ikea e alla fine sono riuscita a comprare e montare un tavolo e una cassettiera (ok, non li ho montati io. Io ho martellato un paio di chiodi). Adesso posso dire di avere un livello base di Svedese e so che un TÄRENDÖ non è una scrivania ma un tavolo (sono stata rimproverata da una donna Ikea, ndr).

Mi sono presa una pausa dalla valigia giusto per aggiornarvi e rendervi partecipi dei cambiamenti in atto, ma adesso devo tornare al lavoro e capire come portarmi via decine di collane senza farle ingarbugliare tra loro.

Happy Sunday dudes!

~Mara

Momenti di gioia lavorativa (7)

– quando le tue alunne non ci credono che hai 28 anni e te ne danno 25, 26 al massimo.
– quando le tue alunne non ci credono che a volte frequenti i loro stessi locali
– quando le tue alunne ti chiedono dove hai comprato la giacca, la sciarpa e il maglione
– quando uno dei tue alunni ti dice che sei la prof. più bella e, anche se è chiaramente una tattica per arrivare al 6, tu gongoli e te ne compiaci
– quando c’è la verifica ed entrando in classe percepisci la paura di chi non ha aperto libro
– quando, con molta soddisfazione, metti 3 a chi non si è presentato di proposito il giorno della verifica
– quando un ex alunno ti dimostra di aver seguito attivamente le lezioni mandandoti, a distanza di un anno, gli appunti che aveva preso con il cellulare

~Mara

Dublino sorride anche quando piove

Ogni volta che atterro in un aeroporto penso a quanto sia emozionante avere qualcuno che non conosci ma che ti aspetta con un cartello in mano.  Ogni volta guardo i volti di chi attende, quelli di chi arriva, i nomi scritti sui cartelli, e immagino la storia che farà incontrare due perfetti sconosciuti.

A Dublino non c’era nessuno ad aspettarci. Anzi, qualcosa c’era: la pioggia. Il diluvio universale. La tempesta che ha sradicato il mio ombrello nuovo. Secchiate di acqua che sembravano urlare tutto tranne che “Welcome girls!”.
Nonostante le imprecazioni in italiano/inglese/bergamasco, devo riconoscere che proprio grazie alla pioggia abbiamo conosciuto il nostro primo amico irlandese: il tassista che ci ha portato dalla fermata del bus a casa nostra. Eravamo partite con l’intenzione di puntare al risparmio, ma con il senno di poi sono stati i 7 euro meglio investiti della vacanza (nonostante ci abbia abbandonate ad un incrocio sotto la pioggia – che di smettere proprio non ne aveva voglia – dicendoci “your flat should be around here…”). Non dimenticherò mai che si dice IN the taxi e non ON the taxi.

Il primo ricordo che ho di casa nostra è la barba di L. (il proprietario), riccia e infinita. L., vedendoci brancolare nel buio e nella pioggia all’1 di notte, per attirare la nostra attenzione si è messo a urlare dalla finestra una serie di AAAA e OOOO (ancora oggi mi chiedo come mai non abbia urlato il mio nome). La sua barba faceva da cornice al quadretto già di per sé bizzarro, e ha continuato ad essere una presenza inquietante durante tutto il soggiorno. L. e la sua barba ci hanno fatto sentire subito a casa, offrendoci caffè, the, cereali, ma soprattutto rimproverandomi perché parlavo a voce troppo alta e la sua ragazza stava dormendo.
Ci sarebbero un sacco di aneddoti che gravitano intorno alla figura di L. e che meriterebbero di essere raccontati… Ad esempio quando provava a dire qualche parola in italiano, io gli rispondevo a mia volta in italiano e Martina mi diceva “perché parli con l’accento meridionale?”, o quando non trovavo la serratura della porta del bagno (giuro, era introvabile ed eravamo appena arrivate), la porta continuava ad aprirsi (sì, anche mentre ero seduta sul wc) e L. – spazientito – mi ha urlato da camera sua le indicazioni per trovarla. O ancora, quando L. si è messo a fare casino all’alba del mattino (coinvolgendo anche la sua ragazza e un cane) e al nostro risveglio ha avuto il coraggio di chiederci se avessimo dormito bene, oppure quando mi sono distrutta un piede andando a sbattere contro la stufa in ghisa (in ghisa? Boh, era pesante e dura!) perché per uscire di casa dovevamo spegnere le luci dal corridoio e quindi fare un pezzo di salotto nella più totale oscurità (ok, in questo L. non c’entra ma l’ho citato per fare sentire in colpa Martina che si è presa gioco di me).

Dopo aver rotto il ghiaccio con l’Irlanda e gli irlandesi, abbiamo passato i giorni seguenti camminando, scattando foto, facendo shopping, orientandoci senza difficoltà alcuna (eeeeh già) e mangiando dolci buonissimi.

Dublino non ha monumenti grandiosi, palazzi splendenti o musei rinomati. Dublino ha il Trinity College (ok, questo può definirsi rinomato), il Book of Kells, la Chester Beatty Library, la cattedrale di San Patrizio, il porto che sembra vicino ma in realtà è lontano, qualche parco, la Guinness e i pub. Dublino ha i Pub, con la P maiuscola. Dublino ha la musica dal vivo, nei Pub e per le strade, musica che staresti ore ad ascoltare. E Dublino ha gli irlandesi, i fantastici irlandesi, sempre simpatici, cordiali e con un sorriso per tutti.

Sono sempre più convinta che un viaggio non è cosa visiti e quante attrazioni vedi, ma è l’atmosfera che vivi e le persone che conosci, anche se ci scambi due parole e poi non le vedi più.
Per me Dublino è stata cercare Glen Hansard e non trovarlo, è stata canticchiare Torn all’ultimo piano del Guinness Storehouse ad un ragazzo e una ragazza appena conosciuti, è stata rivedere persone dopo 4 anni e sentirsi dire “non sei cambiata per niente”. Dublino è stata ripararsi da Pennys e starci 2 ore senza sentirsi in colpa perché tanto fuori stava piovendo, è stata mangiare fagioli, bacon e uovo fritto al mattino, come veri irlandesi, in un posto sotto a un ponte suggerito da L. Dublino è stata ripararsi dalla pioggia (sì, ancora!) in un pub e starci tutta sera ipnotizzate dai due musicisti che suonavano; è stata saltare la cena, bere cinque consumazioni diverse e nonostante tutto essere un fiore il giorno dopo.

Dublino è stata viaggiare con un’amica straordinaria, un’amica che conosco da un anno e mezzo ma che mi sembra di conoscere da una vita.

~Mara

Nota: penso che questo sia uno dei miei post peggiori. L’ho scritto appena tornata e nonostante l’abbia corretto e ricorretto non mi ritengo ancora soddisfatta. Sarà che è confuso, sarà che è sconclusionato, sarà che minimizza un weekend che davvero è stato fantastico… Non lo so. Ma pazienza, Dublino forse ti confonde le idee.

Leaving

Va bene, ci siamo.

Stanza: prenotata
Nuovi amici irlandesi: trovati (quelli che ci affittano la stanza, ndr)
Check-in: fatto
Valigia: quasi fatta (“partiamo con valigia mezza vuota e compriamo un sacco di cose da Pennys”, cit.)
Cambio dei soldi: da non fare
Playlist: under construction
Mood: very excited

 

Momenti di gioia quotidiana (5)

– Quando gli amici del tuo ragazzo organizzano per lui una festa a sorpresa, la più bella festa a sorpresa mai vista, e tu hai l’importante compito di tenere il segreto e portarcelo con l’inganno.
– Quando nel bel mezzo della suddetta festa al tuo ragazzo viene tirata una torta in faccia (una torta alla panna).
– Quando alla radio parte Anarchy in the UK e tu non puoi fare altro che cantarla a squarciagola come facevi 15 anni fa, impegnandoti a pronunciare alla Rotten le parole di fine verso (ascoltatela e capirete).
– Quando torni a casa e riprovi i Dr. Martens  che avevi 15 anni fa, tua sorella vedendoti ti chiede ‘me li presti?’ e tu, sospirando e pensando che ormai la tua fase punk è passata, le dici ‘sono tuoi, ma trattali bene’.
– Stare a letto tutto il giorno, guardare programmi da adolescenti (tra cui un film con Hilary Duff), alzarti solo per fare pipì e mangiare caramelle a forma di cuore.
– Leggere un libro (The fault in our stars) e piangere a dirotto. Sul treno.
– Avere finalmente il tempo di prenotare una pulizia del viso.

~Mara