Momenti di gioia quotidiana (6)

  • Quando il tuo lettore mp3 ha sempre la canzone giusta al momento giusto, soprattutto perché oggi ha fatto cominciare la giornata con “London” degli Smiths. Londra è sempre una buona idea.
  • Quando i Foo Fighters pubblicano il loro nuovo album, Sonic Highways, e puoi accompagnare l’ascolto alla visione del documentario che ti mostra come quelle canzoni sono nate, le loro radici.
  • Quando hai un amico che se ti metti a cantare una canzone a squarciagola in macchina non ti prende per pazza, ma si mette a cantare con te. In realtà non pensa affatto che tu sia normale (anche perché ti ha ribadito mille volte quanto pensa che tu sia fuori di testa, anzi l’ultima è stata “Marty, vorrei essere complicato come te”. NO I., fidati che no), però va bene così.
  • Quando casa tua viene isolata dal mondo della civiltà, rimani senza internet e telefono e al posto di prendere un sacchetto e cominciare a respirarci freneticamente dentro per evitare un attacco di panico, scopri che vivi bene anche senza. Bene, vi abbiamo fornito la versione ufficiale, matura, comprensiva e in pace con l’universo della vicenda.
    La versione reale è TELECOM CHECAVOLOÈPASSATAQUASIUNASETTIMANA, muoviti a mandarci un tecnico che ho un sacco di telefilm da vedere e le foto di Dublino da condividere con Mara. E soprattutto non reggo più mia sorella che si aggira per casa guardandosi intorno sperduta e senza più un punto di riferimento.
    Scherzo. Quasi.

 ~Martina
(Questo post è per C. che mi ha detto “scrivi che mi manca leggere il blog”.
E perché, anche se non sono in questa lista, le uscite rubate con le amiche
rientrano sempre nei miei momenti di gioia quotidiana.)

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Leaving

Va bene, ci siamo.

Stanza: prenotata
Nuovi amici irlandesi: trovati (quelli che ci affittano la stanza, ndr)
Check-in: fatto
Valigia: quasi fatta (“partiamo con valigia mezza vuota e compriamo un sacco di cose da Pennys”, cit.)
Cambio dei soldi: da non fare
Playlist: under construction
Mood: very excited

 

Momenti di gioia quotidiana (5)

– Quando gli amici del tuo ragazzo organizzano per lui una festa a sorpresa, la più bella festa a sorpresa mai vista, e tu hai l’importante compito di tenere il segreto e portarcelo con l’inganno.
– Quando nel bel mezzo della suddetta festa al tuo ragazzo viene tirata una torta in faccia (una torta alla panna).
– Quando alla radio parte Anarchy in the UK e tu non puoi fare altro che cantarla a squarciagola come facevi 15 anni fa, impegnandoti a pronunciare alla Rotten le parole di fine verso (ascoltatela e capirete).
– Quando torni a casa e riprovi i Dr. Martens  che avevi 15 anni fa, tua sorella vedendoti ti chiede ‘me li presti?’ e tu, sospirando e pensando che ormai la tua fase punk è passata, le dici ‘sono tuoi, ma trattali bene’.
– Stare a letto tutto il giorno, guardare programmi da adolescenti (tra cui un film con Hilary Duff), alzarti solo per fare pipì e mangiare caramelle a forma di cuore.
– Leggere un libro (The fault in our stars) e piangere a dirotto. Sul treno.
– Avere finalmente il tempo di prenotare una pulizia del viso.

~Mara

Momenti di gioia quotidiana (4)

– Quando dopo secoli si riesce ad organizzare un pranzo con due amiche dell’università (ciao Michi!) e ci si ritrova a parlare di bellissimi libri, brutte traduzioni e capire che non ci sono molte persone con cui potresti fare gli stessi discorsi;
– Andare a visitare una mostra sui cambiamenti climatici con il mio batterista che si sta dottorando in Scienze Ambientali e ritrovarsi alla fine della visita con lui che ha – in maniera piuttosto surreale – preso il posto della guida, spiegandoci dettagli meravigliosi sulla glaciologia;
– Essere riuscita a prenotare i biglietti per andare a sentire la conferenza di Luca Parmitano (biglietti che sono spariti nel giro di un’ora);
– Essere riuscita a spuntare un desiderio dalla mia WishList. (No, non ho ancora trovato la formula per il teletrasporto, ma ho finalmente finito il Grande Gatsby, e devo dire che l’ho anche inaspettatamente gradito);
– Quando sta per arrivare il Giorno Più Bello Dell’Anno, conosciuto anche come Il Mio Compleanno (-3!);

Vacanze in tre atti

(Il bello di Mara e me è che anche quando siamo lontane riusciamo in qualche modo a sincronizzarci. Ad esempio, come quando lo stesso giorno cominciamo a scrivere un post sulle nostre vacanze. Il mio viene pubblicato un po’ più tardi, ma eccolo qui!)

Ho passato agosto cercando di fuggire dalla mia città e dalla coltre perenne di nubi che la ricopriva. Missione riuscita, perché ho girovagato su e giù per l’Italia macinando chilometri e chilometri in pullman. Già, in pullman. Perché viaggiare su quattro ruote rende meglio l’idea della distanze, rende il viaggio più poetico, o almeno è quello che ci siamo raccontati per non dirci la verità: ci siamo tirati insieme tardissimo ed era l’unico mezzo disponibile!

PRIMO ATTO: Gallipoli

La folle e affollatissima Gallipoli. Con qualche vecchia amica e qualche nuova conoscenza abbiamo deciso di trasferirci per una settimana in Salento, ma credo che l’intero mondo quest’anno abbia fatto lo stesso ragionamento, a giudicare dalla quantità infinita di persone presenti in spiaggia.
Io so solo che ho passato una settimana esattamente come volevo: in completo relax, aspettando il tramonto sulla spiaggia, giocando partite a carte come la migliore delle pensionate (Mara a questo punto dobbiamo sfidarci!), mangiando-mangiando-mangiando (evviva il cibo pugliese), cercando qualche stella cadente e soprattutto cantando e strimpellando qualche canzone con la chitarra insieme ai miei coinquilini. Menzione e ringraziamento speciale per I. che mi ha pazientemente insegnato ad accordare ad orecchio, soprattutto considerando che il mio orecchio è grossomodo  i n e s i s t e n t e.

– Momento felice: Corse in bici notturne cantando, cercando di tenere in equilibrio due drink, possibilmente senza cadere // aspettare l’alba al suono di una chitarra mezza scassata.
– Colonna sonora di un viaggio in bus durato 16 ore e di chi ci regala nuova musica: John Butler Trio, Oceans

SECONDO ATTO: Roma 

Roma e l’amica di sempre, la città eterna e l’amica di mille avventure, C.
Un paio di giorni dopo il rientro da Gallipoli, ho ritrovato il mio amato pullman (ehi, ma questa volta le ore di viaggio erano solo sette!) e sono partita alla volta di Roma con C.
Inutile dire che come nostro solito abbiamo macinato chilometri e chilometri di camminate senza (quasi) mai fermarci, ma abbiamo anche affrontato i Fori Romani sotto il sole cocente di mezzogiorno, provato il gelato di una delle gelaterie più famose di Roma, “Giolitti”, fatto su e giù da qualsiasi bus la capitale ci mettesse a disposizione, apprezzato la pasta cacio e pepe in Trastevere, trovato segni che non abbiamo voluto interpretare e infine ricevuto due rose e due braccialetti in “dono” sulla terrazza del Pincio. Il mio dice “libertà”, quello di C.  invece “fortuna”.

– Momento felice: potrei dire tutto, ma scelgo la coppa gelato olimpica e le chiacchiere all’ombra di duemila anni di storia nel Colosseo.
– Colonna sonora di mille risate e un nanana sincronizzato: Rome wasn’t built in a day, Morcheeba

TERZO ATTO: Caserta/Cetara

L’ultimo atto del mio vagare per l’Italia ha previsto anche una tappa in provincia di Caserta, per partecipare al matrimonio di mia cugina M. (in realtà cugina di mia mamma, anche se ha solo due anni più di me). È stata solo una toccata e fuga, ma è stato bello ritrovare alcuni parenti che non vedevo da un bel po’. Inutile a dirsi, la sposa era meravigliosa e agitatissima. Agitata lo ero anche io che, munita di tacchi troppo alti per un’impacciata come me, mi sono dovuta arrampicare sull’altare per leggere un paio di letture. Rischio caduta evitato, ma il mio accento bergamasco non è stato possibile camuffarlo.
Il resto è stato tutto cibo-cibo-cibo-foto-cibo-far finta di ricordarsi di parenti senza avere la più pallida idea di chi fossero (comprendetemi, mia nonna ha qualcosa come sei tra fratelli e sorelle, che hanno a loro volta tre/quattro figli, che hanno a loro volta altri tre/quattro figli) e… ho detto cibo? Cibo.

Momento felice: La sposa che, la sera prima del matrimonio, ripassa i voti nuziali e si commuove (ok, in realtà ci fa anche commuovere ma non volevo dirlo. E con “ci” intendo “mi”).
Colonna sonora degli scambi musicali in auto con la mia famiglia – io metto il live dei Muse, mio papà rilancia con i Pink Floyd: Shine on you (Crazy Diamond)

~Martina

Momenti di gioia quotidiana (3)

– Quando una bambina, durante uno dei laboratori d’arte in museo, ti si avvicina e dice: “ma che bello fare arte così!”;
– Quando finalmente riesci a suonare con la chitarra Adam’s Song;
– Quando qualcuno cerca il nostro blog digitando “piedi gonfi barista” (che poi.. perché google? quali dei tuoi misteriosi algoritmi hanno scaraventato questo sofferente barista alla ricerca di sollievo sulle pagine del nostro blog?);
– Quando qualcuno cerca il nostro blog digitando “quelle della pausa pranzo blog” (sappiate che VVB);

~Martina