Cronache di una prof la sera prima dell’inizio della scuola

Se da adolescente mi avessero detto che anche un professore può essere agitato prima dell’inizio dell’anno scolastico, probabilmente non ci avrei creduto neanche mezzo secondo. E invece ora eccomi qui, la sera che precede il primo giorno di scuola, con mente e stomaco rivolti a domani.

Conoscerò le mie tre nuove prime, più di settanta quattordicenni che non vedono l’ora di scrutare e analizzare i professori che vedranno tutti i giorni fino a giugno. Già me li vedo, mentre studiano me e nel frattempo si studiano tra loro. La timidezza dei primi giorni, pronta a trasformarsi in un nuove amicizie tra compagni e – ammettiamolo – anche rivalità, nel giro di poche settimane. Odi et amo, con un’intensità che solo gli adolescenti possiedono.

Dopodomani invece sarà il turno delle mie seconde, che conosco già: sarà bello vedere come sono cambiati in questa estate. Più abbronzati, più alti, magari un po’ più maturi. Mi sto illudendo, eh? Difficile ammetterlo, ma mi sono mancati: per quanto quei ragazzi siano in grado di farti impazzire, sono una fonte continua di mal di testa e gioia mescolate in egual misura.

La sera prima dell’inizio di un nuovo anno è sempre speciale: l’augurio che mi faccio è quello di riuscire a non adagiarmi mai, raccogliere sempre nuove sfide e a mia volta riuscire a sfidare. Coltivare la curiosità, prima di tutto.

L’agenda è pronta, la penna con cui firmare il primo registro dell’anno anche.

Come sempre, per me il nuovo anno inizia a settembre, questa volta ancora di più.
Buon nuovo anno a tutti!

~Martina

 

About Chester 

“È morto il cantante dei Linkin Park”

Ho pensato immediatamente che fosse una bufala. E impossibile, l’ho visto in concerto solo un mese fa…

Non so spiegare fino in fondo perche questa notizia mi abbia lasciato così sconvolta, come può lasciarti un tale amaro in bocca la scomparsa di una persona che non hai mai incontrato? Ma sento il bisogno di provarci.
Due dei ricordi più concreti che ho della nascita della mia passione per la musica riguardano proprio Chester e i Linkin Park: nel primo mi rivedo durante un intervallo in seconda superiore, con in mano il testo di In The End stampato e il tentativo di tradurlo, di sviscerare il senso profondo di quelle parole.

Nel secondo sono in macchina con la mia famiglia, durante un lungo viaggio. E, come ogni buona adolescente incazzata con il mondo, mi nascondevo sul sedile posteriore con le cuffie nelle orecchie e il cd di Meteora a tutto volume. Penso di averlo graffiato e usurato in ogni modo possibile quel cd. Se cerco bene penso di ritrovare anche i miei diari con il testo di From The Inside scritto in ogni dove.

Ricordi banali forse, significativi solo per me.

E poi il concerto del 17 luglio a Monza. L’emozione e l’intensità con cui Chester ha cantato dalla prima all’ultima nota ha aperto un varco in me, e mi rivedo con le braccia strette attorno al corpo, gli occhi chiusi e solo la sua voce nelle orecchie.

Quindi grazie, Chester. La vita non è stata gentile con te, e il suo peso ti ha portato ad abbandonare la battaglia, ma ci hai lasciato le armi per continuare a combattere le nostre.

Moving (On) 

Cito dai Buoni Propositi per il 2016:

Cambiare lavoro e trovarne uno che mi permetta di andare a vivere da sola.

Bene, lieta di informarvi che siamo al 5 aprile e ho già realizzato il mio obiettivo principale.

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Mi sono resa conto che ero ad un punto di stallo. Che, complice un lavoro di ripiego, stavo perdendo pezzi di me lungo la strada, l’entusiasmo nel fare le cose, e non mi bastava più ripetermi “Resisti, è solo per un po’”. Mi è già capitato di essere arrivata ad un punto per cui mi dico “così non va” e di rimettermi a costruire tutto da capo. In questi ultimi mesi mi sento – da un lato – di aver ricostruito molto, ma di avere ancora parecchia strada da fare.

E quindi mi sono messa nuovamente alla ricerca, alla ricerca di una passione che potessi trasformare in lavoro. Non vorrei parlare troppo presto perché di batoste e strade sbagliate da queste parti ne abbiamo già prese a sufficienza, ma ormai il contratto è firmato e ci si può sbilanciare.

Da fine Aprile sembra che verrò accolta dalle pareti di una libreria indipendente. Una di quelle con le scale per raggiungere i libri più alti, una di quelle che crede e sostiene l’editoria indipendente. Yes Sir, sarò una Libraia!

Ancora meglio: sarò una Libraia e andrò a vivere da sola!

Wait. Precisiamo.

Sarò una Libraia e andrò quasi a vivere da sola, perché sarò in compagnia dell’ukulele Tommaso e di G.

Quindi in un colpo solo cambio città, cambio lavoro e vado a convivere. Per una che gestisce egregiamente i cambiamenti come me, immaginerete con quanta grazia io abbia ponderato e accolto le novità che mi si sono presentate tutte insieme.

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Ma adesso sto realizzando vantaggi importanti che mi erano sfuggiti: ad esempio ora finalmente  potrò tenere in casa una pianta tutta mia di fragoline e una di menta… SIIIIII!

(La tuta ad unicorno però non potrò averla, G. ha messo il veto. Non capisco proprio, non sarei adorabile??)

Ho poche certezze a proposito della mia nuova, prossima avventura.

La prima è che nella nostra casa si ascolterà sempre ottima musica, e questo è fondamentale. La seconda certezza, ancora più radicata, è che le nostre piantine non arriveranno mai a compiere una settimana di vita. Sorry fragole.

~Martina

È troppo tardi per salutare il 2016?

Signori, il 2016 è l’anno dei trenta.

Quindi immagino che la presentazione del nostro blog scritta tre anni fa (TRE MARA, SONO GIÀ TRE ANNI) in cui allegramente dicevamo di essere vicine ai trenta, ma senza in realtà pensarlo davvero, ora si stia realizzando. Ma non ho il coraggio di aggiornarla.

Mi sono resa conta che non sono più un’adolescente quando un’orda di teenager urlante e piangente mi ha travolta al centro commerciale per raggiungere uno youtuber maisentitonominareedicuicomunquenonmiricordoilnome di quindici anni o forse meno. E io mi sono nascosta in un angolino abbracciando le ginocchia e ripetendomi “va tutto bene, va tutto bene”.

L’anno scorso avevo una lista di buoni propositi per il 2015 che -strano ma vero- ho anche abbastanza rispettato. Si, mi riferisco ai mojiti alla liquirizia; no, chiaramente non mi riferisco alla parte dello sport, quello mai.

Quindi la mattina di Capodanno, trascorsa in una delle mie città preferite di sempre, Firenze, mi ha portato alle consuete riflessioni. Più pratiche, meno romantiche.

Buoni propositi 2016

  • Cambiare lavoro.
  • Cambiare lavoro e trovarne uno che mi permetta di andare a vivere da sola.
  • Cambiare lavoro e trovarne uno che almeno non mi faccia rotolare nel letto per mezz’ora al mattino chiedendomi perché mi devo alzare e come mi sono ritrovata incastrata qui.
  • Passare l’esame di lingua latina. Oh wait, ne ho già passato metà! (faccine sorridenti, faccine sorridenti).
  • Ri-laurearmi in fretta e quindi cambiare lavoro.

Finito, a posto, ci rivediamo nel 2017!

Per i consigli musicali non richiesti: la canzone con cui sono stata svegliata nel 2016, dopo aver camminato per chilometri durante la notte con le mie ballerine. I’m not so smart, maybe.

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?

Ho tagliato i capelli. Meglio, ho tagliato circa venti centimetri di capelli. Se mi leggete e siete donne, già sapete cosa significa e dove andrò a parare.

Ho passato un’estate in balia di contratti lavorativi che dovevano essere e non sono stati e poi sono stati in modi e tempi diversi da quelli che credevo, che mi aspettavo, che mi avevano promesso.

Ho capito, o meglio, ho realizzato con forza che non potevo più farmi trascinare alle decisioni altrui. Che a (quasi) 29 anni è il caso di non avere più paura e che avevo bisogno di tentare quella strada che era il primo sogno che io sia in grado di ricordare. Da questo ne deduco due cose: la prima è che i bambini sanno, lo sanno con molta più chiarezza di noi “adulti”, mentre la seconda è che io arrivo sempre in ritardo, ma se tutto va bene non fuori tempo massimo. Perché voglio credere che non esista un tempo massimo.

Ed è per questo che, mentre continuerò il mio lavoro attuale in museo, tornerò a laurearmi una seconda volta e tenterò quella strada tortuosa che in Italia si chiama insegnamento.

Perché si sa, il nuovo anno non comincia a gennaio, ma a settembre.

Only 17 but my love is for real

Non ci credo! 27 marzo è la data del mio ultimo post? Sono passati 3 mesi durante i quali sono successe milioni di cose… e non ho scritto nulla? Male male malissimo!!!

Ciao a tutti! Ciao Martina! Ciao mondo!

Prima di inondarvi di aneddoti stupidi e inutili vi spiego perché non ho più scritto un tubo. Sostanzialmente i motivi sono due: il primo è che le mie coinquiline non si sono ancora decise a mettere la wi-fi in casa, ma anche se l’avessero fatto non avrei comunque potuto scrivere perché ho avuto il pc rotto fino a settimana scorsa (secondo motivo).
Cosa significa pc rotto per più di 2 mesi? Mmm… LA MORTE!

Ok ok smetto di lamentarmi e vi riassumo cosa vi siete persi:

1. HO LITIGATO CON UNA DELLE MIE COINQUILINE
come succede nei film, con tanto di parolacce e alzata di voce. Il motivo scatenante è stata la puzza perenne in cucina a causa di rifiuti non regolarmente portati fuori, e una pulizia della cucina stessa del tutto discutibile. E di barattoli di salsa lasciati ad ammuffire in frigo.

2. HO AVUTO UNA COINQUILINA FANTASMA
che non ho mai (e dico mai!) visto nonostante abbia dormito nella stanza di fronte alla mia per due settimane!
A causa di episodi strani legati alla sua mania di appropriarsi di cose altrui senza chiedere il permesso (coperte, lenzuola, golf, mutande (!)) abbiamo deciso di cacciarla… e io e la coinquilina del litigio siamo tornate amiche (ah, il fronte comune!).

3. HO COMPRATO UNA TV
e adesso guardo sempre Diario di una nerd superstar e CatFish. E pensare che stavo diventando una di quelle finte radical chic che “la-tv-è-solo-spazzatura-posso-farne-a-meno”. Sì, col cavolo. Trash for life!

4. OGNI SERA ESCO A PASSEGGIARE
da sola, nel mio quartiere che ho scoperto essere bellissimo e pieno di verde. Torno a casa divorata dagli insetti ma contenta di aver scoperto un parco nuovo o una vietta sconosciuta.

5. HO SCRITTO UNA GUIDA DI STILE
cioè un insieme di regole grammaticali e stilistiche che i redattori tecnici di un’importantissimissima azienda italiana dovranno seguire mentre scriveranno i loro manuali. So cool!

6. HO PERSO 2,5 Kg
perché mangio verdura cruda e non cucino mai nulla. Lo so, non va bene, ma ho davvero un problema con i fornelli e soprattutto è una settimana che ho 40 gradi in casa quindi… anche no!

7. HO COMPRATO UNA MACCHINA
indebitandomi fino alle ossa e mandando in pensione la mia Cherry, colei che per 10 anni mi ha portata ovunque con grande classe.

8. HO PRENOTATO UN VOLO NON LOW COST
quindi per la prima volta dopo 15 anni volerò su un aereo serio per andare in Sardegna, al matrimonio di una mia amica. Sentirsi VIP con un click 😉

9. HO VISSUTO IL MIO PRIMO CONCERTO ALL’ARENA DI VERONA
ed è stato fighissimo, anche perché ero in platea (grazie al tendine rotto del mio boyfriend). Mumford&Sons + Martina ❤
(C. se leggi questo post… scusami ancora per il gestaccio a distanza!! Non era per teee!! :D)

10. MI SONO DATA ALL’ELETTRONICA
o techno o dubstep o che ne so che generi sono… Insomma ho scoperto un po’ in ritardo questo mondo di dj e luci fantastiche e adesso voglio andare a sentire Steve Aoki a settembre (Shade Music Festival, Skrillex, Fritz Kalkbrenner: checked!)

11. HO AVVIATO LA MIA CARRIERA DA PR
in un locale sempre semi vuoto ma che a noi piace tanto perché mettono gli Smiths, i Cure e gli Arctic Monkeys.

12. HO FATTO APERITIVO A BRESCIA CON MARTINA
in un locale iper fighetto pur essendo sfatte e in tenuta post lavoro. Non vedo l’ora di rifarlo e di regalarti oggetti fucsia a forma di cactus mentre ordiniamo una brioches al cioccolato invece del secondo spritz!

13. MI SONO VENUTE LE MIE PRIME VERE PARANOIE
da quasi 29enne, tipo che tempus fugit e il numero che finisce per zero è alle porte… quelle cose da film drammatici italiani insomma… sarà per questo che voglio andare a ballare e tra due settimane vado per la prima volta in vita mia a Milano Marittima?

14. PHARRELL WILLIAMS IS BACK
e sono già nel loop del ta-tara-taratta della sua nuova canzone.Pharrell, ma io ti amo!!!

Ora scusatemi ma c’è un piatto di pasta al pesto fumante cucinato da my mum che mi chiama dalla cucina…

See you soon!

Murphy, amico mio

«Se qualcosa può andar male, andrà male.»
o meglio
«La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto.»

Che tradotto in termini miei vuol dire: se passi una giornata senza pensieri a girovagare per il meraviglioso Mercato Metropolitano a Milano (da vedere, e soprattutto, cibo cibo cibo da assaggiare!) e addirittura a vagare senza fretta in una libreria che ti accoglie con il nuovo disco dei Mumford in sottofondo, è ovvio che le successive ventiquattro ore debbano essere da pane imburrato su tappeto persiano.

Come quando l’allarme ti sveglia alle tre di notte, ma stavolta vedi che la finestra è aperta e mancano una borsa e vari soprammobili e, nonostante il cervello mezzo assonnato, capisci che qualcuno ha violato casa tua. Che non è tanto per gli oggetti scomparsi, ma è proprio la sensazione di vulnerabilità che ne consegue, sapere che quel qualcuno che è entrato in casa tua potrebbe essere ancora nei dintorni, a qualche metro da te. E che ci potrebbe riprovare.

Ne consegue ovviamente che di riaddormentarsi non se ne parla, non fosse che al mattino hai una riunione fondamentale e devi essere presente con la testa e reattiva. Riunione in cui ti viene comunicato un cambio di rotta lavorativo quasi totale, e tu non puoi fare altro che accettare, e pensare che per i successivi sei mesi ci sarà da stringere i denti non poco.

Rimanere poi bloccata in autostrada sotto la grandine è un dettaglio vero?

E adesso scopro anche che WordPress mi ha cambiato l’impostazione per aggiungere per gli articoli sul blog.
Va bene il furto, va bene il colloquio, va bene la grandine, ma Wordpress, questo è troppo!

~Martina

Edit: al parco una bambina mi ha appena chiamata “Signora”. Forse in cima alla lista ci metto questa.