Non aver tempo per farsi asciugare lo smalto, vuol dire perdere di vista le priorità 

Caro blog,

buongiorno.

Non sono sparita, sto solo cercando di portare a termine quei quattromila impegni che mi sono presa perché non so mai dire NO, e sto cercando di sopravvivere pregando che maggio e la mia libertà giungano presto.

Dato che le lezioni di chitarra, quelle di teatro e le prove con il mio gruppo non mi sembravano abbastanza per occupare la settimana, quando mi hanno chiesto di diventare redattrice per il trimestrale del comune in cui abito (volontariato ovviamente, che credi?!) ho chiaramente accettato, pentendomene un secondo dopo l’inizio della prima riunione. La politica, not my thing.

Inoltre, la mia insegnante di teatro mi ha intortata chiedendomi di far parte di una piccola improvvisazione teatrale sul tema della Smart City. “Ma si, non preoccuparti, una cosa di mezz’oretta!”… Risultato: devo recitare di fronte a 700 ragazzi delle superiori.

E il sindaco.

E il vescovo.

E un sacco di assessori.

“Ma come Martina, non dirmi che non te l’avevo detto?!”

Ehm, NO.

Accendete qualche cero pasquale per me.

~Martina

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Because I want to see people and I want to see life

Sono viva! Ma è come se non lo fossi… Non ho più una vita sociale, mi nutro solo con cibi confezionati, invece del pane mangio gallette di riso/mais e la frutta solo se è in forma di mousse, perché intera porta via troppo tempo (a meno che non sia una banana, che si sbuccia facilmente).

SONO STANCA! MA HAPPY 🙂

Eh sì metto pure lo smile, tanto ho deciso che non rileggo perché mi si chiudono gli occhi e non vedo l’ora di dormire. Ma era troppo – troppissimo! – tempo che non scrivevo qualcosa e non potevo andare avanti con questo peso sulla coscienza.

Dunque, cosa posso dire? Finalmente vivo fuori casa ma al momento il massimo che posso permettermi è un appartamento condiviso con altre tre ragazze, tutte e tre studentesse. Wow! – direte voi. Wow un cacchio! – dico io.
Queste tizie:

  • studiano sempre
  • non escono mai la sera
  • non guardano programmi televisivi trash
  • non buttano la spazzatura
  • non puliscono i pavimenti

insomma sono una serie infinita di ‘NON’. Da ciò potete dedurre che l’unico motivo per il quale posso dire di essere HAPPY! 🙂 è il lavoro: mi piace da matti e sono circondata da persone super intelligenti… e questo a volte mi fa sentire terribilmente stupida. Cosa faccio? Cerco di diventare una technical writer, e questa settimana mi hanno commissionato il primo manuale MIO e una ricerca sul linguaggio controllato… ok ok la smetto che se no divento pesante.

Dicevo?

Ah giusto: il lavoro. Che comprende anche la scuola serale dove insegno. Che è a 50 Km da dove vivo e che quindi significa spendere, tra benzina e autostrada, più di quanto guadagno nelle due ore di lezione. Scuola, che vuol dire ragazzine e ragazzini indisciplinati da tenere a bada. La mia unica salvezza nelle serate altrimenti piatte e noiose.

E insomma è venerdì sera e sono a letto, pronta per 5 minuti di American Horror Story che conciliano il sonno.

Giuro che quando scrivo i manuali non sono così disordinata.

Goodnight *

e ci metto pure la stellina.

PS: mi sento di condividere con voi la mia ultima scoperta: le sessioni di liuto rinascimentale aiutano la concentrazione. Provare per credere.

PS 2: Martina cara sono ancora un po’ scossa per l’abbandono di Zayn… se trovi errori o se pensi che questo post rovini la reputazione del blog… agisci e riporta ordine e pulizia! Hai il mio permesso!

~Mara

Somewhere I cannot quite place

There are days I might not make it
There are days i might start breakin’

E ci sono giorni che ti alzi in compagnia di una cara vecchia amica che pensavi di aver salutato e che per un po’ speravi di non dover riaffrontare.
Mattine in cui tutto sembra più vischioso e pesante, respirare compreso.
Che per quanto a lungo puoi correre e riempirti di cose da fare, da questo non scappi mai. Ti tocca fermarti, guardarti allo specchio e ricominciare a capire in cosa stai sbagliando. Cosa il tuo corpo percepisce come un attacco e da cosa esattamente sta cercando di difendersi.
Saranno le mille scadenze che si avvicinano e tempo zero per fare tutto, saranno i cambiamenti nelle settimane che sembravano tutte uguali da un po’.
Sarà che rivedo chi mi prepara una tazza di the perché non mi è ancora passata del tutto l’influenza, mentre canticchia qualcosa che probabilmente potrebbe andare dagli Arctic Monkeys a Weekend degli 883 e mi rendo conto che sto permettendo di nuovo a qualcuno di prendersi cura di me quando non ne avevo l’intenzione e questo mi terrorizza e mi rende felice e mi terrorizza.

But then I remember you.

~Martina

Bla bla bla aggiornamenti

Qualche settimana fa ho iniziato a scrivere un post, per poi abbandonarlo nel dimenticatoio. Iniziava così:

-Marry the one who gives you the same feeling you get when you see food coming at a restaurant-

Mi sono svegliata pinnando quotes su Pinterest e questa è decisamente la mia preferita della giornata. Voglio sposare un piatto di pasta al pesto.

Cavolo, a volte mi stupisco di quanto io possa essere saggia. Sarebbe potuto essere un gran bel post (se si parla di cibo, per forza!), peccato averlo lasciato incompiuto.

Sono successe più cose nell’ultimo mese che nell’ultimo semestre. Ok, sto esagerando, ma la mia scomparsa dal blog è dovuta ai seguenti motivi:

– viaggio in Polonia in solitaria. Scopo: ritrovare me stessa. Obiettivo: raggiunto (prima o poi scriverò un post sul perché amo l’est Europa e perché consiglio a tutti di andarci).
– grazie ad una promozione, mi sono drogata di palestra per circa due settimane. Tutti i giorni, almeno 2 ore. Risultati: invisibili.
– ho trovato un lavoro. A 90 km da casa. Sul lago. No, non farò la bagnina.
– per dieci giorni la mia sveglia è suonata alle 5.30 am.
– per evitare la suddetta sveglia, ho trovato una stanza in un appartamento condiviso con studentesse di medicina. Sarà come vivere in Grey’s Anatomy, ma senza i dottori fighi.
– sono stata per due giorni di fila all’Ikea e alla fine sono riuscita a comprare e montare un tavolo e una cassettiera (ok, non li ho montati io. Io ho martellato un paio di chiodi). Adesso posso dire di avere un livello base di Svedese e so che un TÄRENDÖ non è una scrivania ma un tavolo (sono stata rimproverata da una donna Ikea, ndr).

Mi sono presa una pausa dalla valigia giusto per aggiornarvi e rendervi partecipi dei cambiamenti in atto, ma adesso devo tornare al lavoro e capire come portarmi via decine di collane senza farle ingarbugliare tra loro.

Happy Sunday dudes!

~Mara

Propositi 2015 (che poi non dovevano essercene, “massì, pensiamone uno solo”, e poi è finita così)

Più sole.
Più passeggiate.
Più viaggi e più treni.
Più mojiti alla liquirizia con cannucce di liquirizia.
Più musica.
Più concerti.
Più conversazioni sincere.
Più sport (ma non troppo).
Più amore, per me e per gli altri.
Più improvvisazione.
Meno paura.
Meno paranoie.
Meno paranoie.
Meno paranoie.

 ~Martina

Life’s for the living, so live it.

Sa, sa, prova

Il dramma.
La svolta inaspettata.
Il gufo che ti aspetta appollaiato sulla spalla.
Signori, il momento è tragico.
Sono al QUARTO -e dico quarto- giorno di afonia.

(No, tranquilli, non mi sembra proprio di esagerare e di essere eccessivamente drammatica)
Io senza voce mi sento inutile come Mila senza Shiro e la pallavolo, come un arcobaleno senza l’indaco, come JD senza Turk, come le Gocciole senza cioccolato, come Mara senza il caffè.
Ma soprattutto non posso cantare.
Ma soprattutto ieri ho fatto una comparsata in teatro e lasciato che cantasse il resto del coro mentre io muovevo solo la bocca. NON-SI-FA.

Ho studiato tre modi per uscire da questa situazione:
1. Andare in farmacia, spendere DICIASSETTE euro per venti compresse dal gusto terribile e sorbirmi una mini lezione di farmacologia su come “L’assenza di voce è solo un sintomo, devi scoprirne le cause”. Per informazione, la risposta “Il karaoke” non è stata contemplata dal Sig. Farmacista come valida.
2. Ascoltare il consiglio della cara logopedista C.: “Marty, stai zitta!”. Mia sorella ti è particolarmente grata per il suggerimento, amica!
3. Trasformare il Dramma in una divertente occasione per mutare le mie giornate in una continua partita a Pictionary. Alternativa poco applicabile date le mie scarse doti raffigurative.

Al che sembra più probabile che applicherò la Soluzione Numero Quattro: l’attesa. (Sì, però io voglio cantare le canzoncine di Natale.)

~Martina