Play it loud!

Ci sono canzoni che non importa quante volte hai ascoltato.
Non importa quante volte le hai canticchiate tra te e te.
Non importa quante volte le hai urlate a squarciagola in macchina, con il finestrino abbassato e il vento sul viso e tra i capelli.
Ci sono canzoni che parlano di te, parlano a te, e puoi ascoltarle fino alla nausea perché non smetteranno mai di farlo.

Ci sono canzoni che so bene come collocare.
Come Hey Jude, colonna sonora di mille serate con le amiche e di una passeggiata infinita nella notte parigina, Pressure, da ascoltare scaramanticamente prima di ogni esame, Wonderwall, suonata alla prima prova con il primo gruppo, quando un sogno per me si realizzava, Come Alive che mi parla di Londra, Hysteria e il suo giro di basso per tutte le giornate no e I should have known, solo per citarne alcune…

Ma quello che invece mi è sempre sembrato ironico, è che le canzoni per me più importanti sono quelle che non ho mai saputo spiegare a parole, o dargli un senso definito. Come a dire, vi sento ed è sufficiente.

C’è Adam’s Song, ascoltata a ripetizione da quando avevo 14 anni. Forse il primo vero pezzo in cui mi sia mai rifugiata. Con il minuto 3.30… Tomorrow holds such better days.
C’è Best of You, urlata e usata mille volte nei momenti di rabbia. I swear I’ll never give in, I refuse.
C’è Times Like These, perché it’s time like these you learn to live again.
C’è Therapy. Therapy che mi spezza e che non so davvero spiegare.
E c’è Last Hope, che vorrei avere scritto io. E perché se fossi una canzone, forse ora sarei questa. So if I keep my eyes closed, with a blind hope..

~Martina

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Posso farcela

I started something I couldn’t finish.

Eh no, cari Smiths. Questa volta non è andata così.
Avevo un unico, piccolo obiettivo per questo 2014, e l’ho portato a termine.
Settimana scorsa ho finalmente cantato e suonato in pubblico per la prima volta la canzone che ho scritto, Roads.
Non importa che fosse solo un saggio di chitarra e che ci fossero ragazzini con la metà dei miei anni, il doppio della mia scioltezza nel suonare e probabilmente anche la metà della mia ansia… ci sono conquiste che nessun tredicenne-futuro-Hendrix-maledettamente-talentuoso ti può togliere.
Non che fosse la prima volta che salissi su un palco, ma mi è capitato sempre e solo di cantare canzoni di altri, con i ragazzi del mio gruppo.

Finalmente, per la prima volta, mi sono trovata da sola su quel palco. Ho potuto dire qualcosa di veramente mio, e non importa se mi tremassero le mani o se effettivamente abbia cominciato da poco a suonare la chitarra e quindi sia ancora una schiappa… Ma è quella sensazione che nasce dentro, quella sensazione che ti dice che puoi farcela, che tutto ciò che ti sei sempre negato non è così impossibile come sembra. Perché il mio più grande nemico è sempre stata lei, la paura.

Ma io posso farcela.

E ora?
Beh, ora si cerca un nuovo obiettivo.

~Martina

* E per i consigli musicali non richiesti…

 

Bla, bla e nuovi progetti

Fedelissimi lettori,

lo so, vi siamo mancate. Le due visite ricevute al nostro blog in questo periodo ne sono un segnale piuttosto forte, ma non temete, noi siamo sempre qui.
Mi potrei giustificare raccontadovi delle affascinanti avventure che mi hanno portata lontana dal mondo della scrittura: di come la mia povera macchina mi abbia lasciato a piedi in una notte buia e tempestosa con una gomma tagliata (ma lo sapevate che passare troppo vicino ai marciapiedi è pericoloso? beh, ora lo sapete e soprattutto lo so anche io), di come un innocuo corso di teatro possa rivelarsi pieno di insidie se le esercitazioni di “caduta controllata” non sono poi così controllate, o di come la mia sorellina si sia laureata e di come i ringraziamenti in fondo alla sua tesi mi abbiano trasformata in una fontana. Ma una fontana molto orgogliosa!

Però il 2014 si avvicina inesorabile e ogni blog che si rispetti sta dando consigli per i regali, tirando le somme e stilando liste di ogni genere. E chi siamo noi per dissociarci dalla folla?
Quindi mi sembra il momento adatto per porsi un obiettivo per il nuovo anno. Uno di quelli che inevitabilmente verranno traditi non appena l’aria di festa ed ottimismo ci lascerà e torneremo alla quotidiana pigrizia.
Bene, io ci provo lo stesso: il mio obiettivo sarà riuscire finalmente a scrivere una canzone da sola. Musica, parole, tutto.
Già lo so, sembra una cosa da niente, ma per una come me che fa del nascondersi dietro le parole degli altri il proprio cavallo di battaglia, la sfida risulta essere un po’ complicata.

Ho letto da qualche parte che “All you need to write a song is three chords and the truth”. Vorrei dire a chiunque appartenga questa frase che magari avrai anche ragione e che ti invidio persino un po’, ma io non la farei così facile, perchè da queste parti sembra che la verità raramente sia semplice e che esprimerla -soprattutto in una canzone- lo sia ancora meno. Ma seguirò il tuo consiglio.

Pronti? Che la sfida abbia inizio!

~Martina

*Per la rubrica “Consigli musicali non richiesti”, la canzone di un giovane gruppo italiano che ho avuto il piacere di ascoltare qualche tempo fa in un locale della mia città e che mi ha fatto pensare «Voglio provarci anche io»

#LyricsPoem

Dato che questo è un blog serissimo, stasera voglio inaugurare persino una rubrica.
Sì sì certo, lo so che probabilmente non avrà mai seguito, perchè come i tre quarti delle cose che faccio verrà prontamente abbandonata. Perline, fili per punto a croce, matite, tavolozze per il disegno, manuale di calligrafia, tutti giacciono disperati e impolverati sotto il mio letto (a proposito: non notate come sia stata -quasi- costante nel scrivere su questo blog? e non notate come io sia rimasta da sola? Mara, Chiara are you still out there??).

Comunque, dicevamo, una nuova rubrica. Pronti?
#LyricsPoem!
(tattararààà!)

E sì, ci metto pure sigletta e hashtag, tanto per gradire!
In sostanza dieci righe di introduzione per dire che quando sentirò l’estrema necessità di annoiarvi con dei versi di canzoni che trovo assolutamente irresistibili, saprete dove li scriverò.

Senza logica, solo il suono delle parole.

You are the silence in between what I thought and what I said
(“No Light, No Light” – Florence and the Machine)

Dancing all alone to the sound of an enemy’s song
(“Part II” – Paramore)

I’ll probably still adore you with your hands around my neck, or I did last time I checked
(“505” – Arctic Monkeys)

You’re anything but ordinary
(“Return the favor” – All Time Low)

I will learn to love the skies I’m under
(“Hopeless Wanderer” – Mumford & Sons)

~Martina

La musica delle cose

Se ascolti bene dentro di te, scoprirai che tutto ha una tonalità, una melodia. La notte ha la propria melodia, e così il giorno. L’inverno è legato a un’armonia, come pure l’estate. Ogni situazione, ogni persona ha un registro, un’identità sonora, un particolare colore emotivo. E, a maggior ragione, i fatti della vita, lo sai anche tu.

(“La musica delle cose” – Maryse Pelletier)

Lyric People

«You know, I’ve got this theory; there are two kinds of people in the world. There are lyric people and music people. You know, the lyrics people tend to be analytical, all about the meaning of the song. They’re the ones you see with the CD insert out like five minutes after buying it, pouring over the lyrics, interpreting the hell out of everything. Then there’s the music people.. Who could care less for the lyrics as long as it’s just got, like, a good beat and you could dance to it. I don’t know, sometimes it might be easier to be a music girl and not a lyric girl. But since I’m not, let me just say this: sometimes things find you when you need them to find you. I believe that. And for me it’s usually song lyrics.»
Peyton Sawyer – One Tree Hill

Avete mai visto One Tree Hill? Beh, se la risposta è no cercate immediatamente un lettore dvd, un sito di streaming, vanno bene anche le videocassette se ancora esistono, e recuperate immediatamente le prime stagioni (fermatevi pure alla sesta, tanto le altre sono inguardabili. No seriamente, solo qualcuno davvero masochista sarebbe riuscito ad arrivare alla fine di un simile scempio. Se ve lo state chiedendo, sì, io ovviamente sono quel qualcuno).

Sono indubbiamente, decisamente e felicemente una lyric girl.
Amo le sfumature nascoste nelle frasi di una canzone, quel loro essere aperte a mille interpretazioni differenti. Quel loro passare inosservate per mesi, per poi, senza capire bene perchè, colpirti come una pugnalata quando meno te lo aspetti. Abbiamo la presunzione di trovare una canzone adatta al momento che si sta vivendo. Niente di più sbagliato.
Sono le canzoni che trovano te. Quante volte mi è capitato di mandare avanti una canzone senza neanche dargli una possibilità, per poi ascoltarla per giorni interi fino all’ossessione? Quando niente sembra avere un senso, mi lascio guidare dalla musica. Dove io non arrivo, lei mi conduce.
Una necessità più che altro.

Sono colpevolmente una lyric girl.
In fondo, a volte è semplicemente più facile affidarsi ai testi di una canzone che cercare di esprimere a voce alta, con parole proprie, quello che si sente davvero. Come se celandosi dietro le parole di qualcun altro, dietro un altro linguaggio, il significato fosse meno vero.
Più nascosto, disposto a rivelarsi solamente a chi davvero voglia arrivare in fondo.
Solo a chi è in grado di farlo.

~Martina

*Consigli musicali (non richiesti)
Ma ve l’ho già detto di guardare One Tree Hill? No, perchè anche la colonna sonora è meravigliosa.