Vacanze in tre atti

(Il bello di Mara e me è che anche quando siamo lontane riusciamo in qualche modo a sincronizzarci. Ad esempio, come quando lo stesso giorno cominciamo a scrivere un post sulle nostre vacanze. Il mio viene pubblicato un po’ più tardi, ma eccolo qui!)

Ho passato agosto cercando di fuggire dalla mia città e dalla coltre perenne di nubi che la ricopriva. Missione riuscita, perché ho girovagato su e giù per l’Italia macinando chilometri e chilometri in pullman. Già, in pullman. Perché viaggiare su quattro ruote rende meglio l’idea della distanze, rende il viaggio più poetico, o almeno è quello che ci siamo raccontati per non dirci la verità: ci siamo tirati insieme tardissimo ed era l’unico mezzo disponibile!

PRIMO ATTO: Gallipoli

La folle e affollatissima Gallipoli. Con qualche vecchia amica e qualche nuova conoscenza abbiamo deciso di trasferirci per una settimana in Salento, ma credo che l’intero mondo quest’anno abbia fatto lo stesso ragionamento, a giudicare dalla quantità infinita di persone presenti in spiaggia.
Io so solo che ho passato una settimana esattamente come volevo: in completo relax, aspettando il tramonto sulla spiaggia, giocando partite a carte come la migliore delle pensionate (Mara a questo punto dobbiamo sfidarci!), mangiando-mangiando-mangiando (evviva il cibo pugliese), cercando qualche stella cadente e soprattutto cantando e strimpellando qualche canzone con la chitarra insieme ai miei coinquilini. Menzione e ringraziamento speciale per I. che mi ha pazientemente insegnato ad accordare ad orecchio, soprattutto considerando che il mio orecchio è grossomodo  i n e s i s t e n t e.

– Momento felice: Corse in bici notturne cantando, cercando di tenere in equilibrio due drink, possibilmente senza cadere // aspettare l’alba al suono di una chitarra mezza scassata.
– Colonna sonora di un viaggio in bus durato 16 ore e di chi ci regala nuova musica: John Butler Trio, Oceans

SECONDO ATTO: Roma 

Roma e l’amica di sempre, la città eterna e l’amica di mille avventure, C.
Un paio di giorni dopo il rientro da Gallipoli, ho ritrovato il mio amato pullman (ehi, ma questa volta le ore di viaggio erano solo sette!) e sono partita alla volta di Roma con C.
Inutile dire che come nostro solito abbiamo macinato chilometri e chilometri di camminate senza (quasi) mai fermarci, ma abbiamo anche affrontato i Fori Romani sotto il sole cocente di mezzogiorno, provato il gelato di una delle gelaterie più famose di Roma, “Giolitti”, fatto su e giù da qualsiasi bus la capitale ci mettesse a disposizione, apprezzato la pasta cacio e pepe in Trastevere, trovato segni che non abbiamo voluto interpretare e infine ricevuto due rose e due braccialetti in “dono” sulla terrazza del Pincio. Il mio dice “libertà”, quello di C.  invece “fortuna”.

– Momento felice: potrei dire tutto, ma scelgo la coppa gelato olimpica e le chiacchiere all’ombra di duemila anni di storia nel Colosseo.
– Colonna sonora di mille risate e un nanana sincronizzato: Rome wasn’t built in a day, Morcheeba

TERZO ATTO: Caserta/Cetara

L’ultimo atto del mio vagare per l’Italia ha previsto anche una tappa in provincia di Caserta, per partecipare al matrimonio di mia cugina M. (in realtà cugina di mia mamma, anche se ha solo due anni più di me). È stata solo una toccata e fuga, ma è stato bello ritrovare alcuni parenti che non vedevo da un bel po’. Inutile a dirsi, la sposa era meravigliosa e agitatissima. Agitata lo ero anche io che, munita di tacchi troppo alti per un’impacciata come me, mi sono dovuta arrampicare sull’altare per leggere un paio di letture. Rischio caduta evitato, ma il mio accento bergamasco non è stato possibile camuffarlo.
Il resto è stato tutto cibo-cibo-cibo-foto-cibo-far finta di ricordarsi di parenti senza avere la più pallida idea di chi fossero (comprendetemi, mia nonna ha qualcosa come sei tra fratelli e sorelle, che hanno a loro volta tre/quattro figli, che hanno a loro volta altri tre/quattro figli) e… ho detto cibo? Cibo.

Momento felice: La sposa che, la sera prima del matrimonio, ripassa i voti nuziali e si commuove (ok, in realtà ci fa anche commuovere ma non volevo dirlo. E con “ci” intendo “mi”).
Colonna sonora degli scambi musicali in auto con la mia famiglia – io metto il live dei Muse, mio papà rilancia con i Pink Floyd: Shine on you (Crazy Diamond)

~Martina

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