Determinismo, fatalismo, what else?

Coincidenze, destino, karma.. quanto ci divertiamo a dare la colpa di tutto ciò che imprevedibilmente succede nelle nostre vite ad agenti esterni.
Ho sempre fatto parte del team “Leggi i segnali che l’universo ti manda“, ma ultimamente le mie teorie stanno cambiando, e sto cercando di far lavorare un po’ di più quella parte razionale che in me è sempre stata sconfitta dallo stomaco. Avete presente “Sense and Sensibility”? Ecco, qualcosa del genere.
Recentemente, c’è chi mi ha detto che l’essere umano ha bisogno di trovare necessariamente un senso a ciò che gli capita, ordinare il caos che gli si presenta per non accettarlo per quello che semplicemente potrebbe essere: caso.
Forse. Forse è vero. Ho passato gli ultimi mesi a lasciare che fossero gli eventi a decidere per me. Bene, sapete una cosa? Mi sono stufata. Ognuno ha la possibilità di scegliere, ed è quello che finalmente farò anche io.

Eppure qualche volta -pur usando tutta la razionalità di cui dispongo- talvolta, semplicemente… le coincidenze bussano alla porta e tu non puoi ignorarle. E l’eterno dilemma per me rimane ancora aperto (but I’m on my way).

Senso o nonsense?

~Martina

*E per i Consigli musicali non richiesti, il mood del giorno:

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Raccontami la tua storia

“Raccontami la tua storia.
La più folle, la più triste, la più banale che ci sia”

Nella vita di ognuno di noi, ci sono momenti che cambiano completamente il nostro percorso, che ti definiscono e mutano per sempre. Come se di te ci fosse una “Versione 1” e una “Versione 2”.
A me è successo esattamente un anno fa.
Possiamo pianificare tutto nei minimi dettagli, ma sono giunta a credere che forse poi, tanta scelta in fondo non ce l’abbiamo.
Nell’ultimo anno ho perso qualcuno di fondamentale, mi sono ritrovata in posti inaspettati, ho conosciuto persone straordinarie, ho riscoperto vecchie amicizie, ho perduto il mio equilibrio, l’ho ritrovato e l’ho perduto di nuovo.
Ma mi sono sentita viva. Mi sono sentita davvero me stessa.

Ci sono casi e coincidenze così sorprendenti a volte, che per quanto cerchiamo di darne una spiegazione razionale, non possiamo che rassegnarci all’evidenza del “doveva andare così”.

E per fortuna.
Vi immaginate un mondo dove tutto va come lo abbiamo immaginato? Certo, magari ci risparmieremmo una buona dose di dolore, ma in fondo forse le storie migliori iniziano proprio da lì, da dove non ci saremmo mai aspettati.

E allora, raccontami la tua storia.
La più folle, la più triste, la più banale che ci sia

~Martina