Momenti di gioia quotidiana (1)

(Dato che i momenti di gioia lavorativa ultimamente scarseggiano)

– Quando mangi il primo gelato della stagione
– Quando tiri fuori la bicicletta dal garage
– Quando il tuo professore di matematica delle medie ti ferma per strada chiamandoti per cognome, e ti riconosce anche se non lo vedi da più di dieci anni
– Quando dopo secoli trovi il tempo di immergerti tra gli scaffali della vecchia biblioteca del tuo paese
– Quando hai delle amiche che sono così uniche che neanche dire loro “grazie” tutti i giorni sarebbe sufficiente

~Martina

Promessa

Quanto più il dolore incide in profondità nel vostro essere,
tanta più gioia potrete contenere.
(Kahlil Gibran, “Il Profeta”)

Più mi guardo attorno e più mi accorgo di una cosa.
Siamo tutti assillati da qualcosa. Da una storia finita male, da un lavoro che non ci soddisfa, da una realtà che sembra starci sempre più stretta, dalla voglia di viaggiare, partire, fuggire.
E anche quando tutto sembra finalmente andare nel verso giusto, la nostra incredibile capacità di autosabotarci va a trovare quell’unico dettaglio che non funziona, lo ingigantisce e lo rende intollerabile.

E se per una volta la smettessimo di focalizzare la nostra attenzione e le nostre energie su ciò che ci rende infelici e cominciassimo ad apprezzare tutte quelle piccole cose che ti permettono di stare a galla nonostante il resto vada in pezzi?
E allora voglio prendere tutta la felicità che posso, ovunque posso, anche se è solo una scintilla non la lascerò spegnere.

Una volta lo avevo imparato, la felicità è nelle piccole cose.

Comprare montagne di caramelle con un’amica.
Una stella cadente e un desiderio che non può essere espresso ad alta voce.
Un picnic serale con le tue compagne di università.
Capire come si forma un accordo con la chitarra.
Il karaoke.
Un barattolo di fragole.
Prendere l’aereo.
Un tramonto a Kew Gardens.
La canzone giusta al momento giusto.
Chi, al posto di andarsene, resta nonostante e soprattutto dopo averti vista nei tuoi momenti peggiori.

Prometto di non scordarlo più.
…Il resto verrà da sé.

~Martina

Momenti di gioia lavorativa (1)

– Quando il capo ti telefona ma non cercava te;
– Quando una collega manda un messaggio di aiuto e pur di salvarla ci si inventano improbabili lezioni su come usare un centralino;
– Quando crolla un armadio mentre stai lavorando e -ehi!- magari dietro tutte le scartoffie radunate a terra c’è un portale per Narnia! In fondo, lavoriamo pur sempre in una casa editrice;
– Quando ricevi un manoscritto e la punteggiatura è usata in modo corretto;
– Quando ricevi un manoscritto e la protagonista ha il tuo stesso nome;
– Quando ricevi un manoscritto e ti ritrovi a leggere la più grande TRASHATA che una mente umana abbia potuto concepire;

In fondo, ci si accontenta di piccole cose.

~Martina