Delilah

 You think you have lost your faith, but you have not. You have only misplaced your faith and you can find it where it lays now, deep in your soul. And the way to do that is through the simple process of love.
Love yourself, forgive yourself.
You can’t love and forgive other people if first of all you don’t love and forgive yourself.

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Sing a song

Voi avete una canzone preferita?

Non sono mai riuscita a rispondere con un sì deciso a questa domanda per due ragioni:

1. ho un sacco di canzoni preferite

2. ho altrettante canzoni preferite del momento, cioè che occupano la loro posizione privilegiata nella mia classifica personale per un mese, una settimana… o poche ore.

Tra le canzoni del punto 1 si trovano per esempio: Just like heaven (The Cure), Maracaibo, Penguins and polarbears (Millencolin), Sometimes (Pearl Jam)I am the walrus (The Beatles), Fiction (The XX), Little sister (Queens of the stone age), 505 (Arctic monkeys), Sheepdog (Mando Diao), Runaway (Yeah Yeah Yeahs), Ancora tu (Battisti) – ok possono bastare, ma sappiate che la lista è lunga almeno il triplo (e ho evitato di scrivere tutto Hai paura del buio? degli Afterhours).
Sono canzoni preferite perché non ti stancano nemmeno dopo mille ascolti e quando partono a random su un cd non le skippi mai… Se poi passano alla radio ti viene da piangere e vuoi ringraziare il mondo per averti letto nel pensiero e aver capito a fondo i tuoi bisogni musicali.

Tra le canzoni del punto 2 troviamo invece: Hideaway (Kiesza), The chamber (Lenny Kravitz), When the beat drops out (Marlon Roudette),  Waves (Mr. Probz) e per farvi capire cosa intendo, esiste la possibilità che alla fine di questo post mi abbiano già stufata.
Come riconoscere una canzone preferita del momento? Solitamente la prima volta che la ascolti non riesci a fare a meno di ricorrere a Shazam per capire chi/cosa sia. Poi passi alla fase “canticchiamola inventando le parole e sperando la passino di nuovo in radio” e infine ti trovi a domandarti ‘ma perché mi piace così tanto?’ dando inizio all’inevitabile declino.

Vi ricordate quando non esistevano app di riconoscimento musicale e per risalire a una canzone si tempestavano gli amici di “che canzone è? – la conosci? – chi la canta?”, si pregava in cinese che il dj dicesse il titolo o l’artista o, ancora meglio, si cercava di captare qualche parola per poter risalire almeno al testo?
[Pensate che io non ho mai avuto Mtv in vita mia ma solo un canale chiamato Telecasa dove ogni tanto passavano videoclip… Riuscite a immaginare l’infanzia e l’adolescenza traumatica che ho vissuto?]
Nell’era post app tutta questa caccia alla canzone è venuta meno, così come l’alone di mistero che avvolgeva i brani a te sconosciuti. Ho realizzato di essere arrivata ad un punto di non ritorno quando mi sono messa a rincorrere canzoni con Shazam persino in un locale (Martina you were there).

Ma non facciamo i malinconici, tutto è bene quel che finisce bene! Domani a quest’ora sarò su una spiaggia di Malta gustandomi un mojito e lottando contro i raggi solari a colpi di protezione 30.

Umbrella power!

PS: Martina non dire che sono tamarra! :*

~Mara

Colonna sonora di un agosto, che proprio agosto non è

[Ovvero canzoni che sto ascoltando in modo ossessivo e chissà perché non le ho scoperte prima]

~Martina

Play it loud!

Ci sono canzoni che non importa quante volte hai ascoltato.
Non importa quante volte le hai canticchiate tra te e te.
Non importa quante volte le hai urlate a squarciagola in macchina, con il finestrino abbassato e il vento sul viso e tra i capelli.
Ci sono canzoni che parlano di te, parlano a te, e puoi ascoltarle fino alla nausea perché non smetteranno mai di farlo.

Ci sono canzoni che so bene come collocare.
Come Hey Jude, colonna sonora di mille serate con le amiche e di una passeggiata infinita nella notte parigina, Pressure, da ascoltare scaramanticamente prima di ogni esame, Wonderwall, suonata alla prima prova con il primo gruppo, quando un sogno per me si realizzava, Come Alive che mi parla di Londra, Hysteria e il suo giro di basso per tutte le giornate no e I should have known, solo per citarne alcune…

Ma quello che invece mi è sempre sembrato ironico, è che le canzoni per me più importanti sono quelle che non ho mai saputo spiegare a parole, o dargli un senso definito. Come a dire, vi sento ed è sufficiente.

C’è Adam’s Song, ascoltata a ripetizione da quando avevo 14 anni. Forse il primo vero pezzo in cui mi sia mai rifugiata. Con il minuto 3.30… Tomorrow holds such better days.
C’è Best of You, urlata e usata mille volte nei momenti di rabbia. I swear I’ll never give in, I refuse.
C’è Times Like These, perché it’s time like these you learn to live again.
C’è Therapy. Therapy che mi spezza e che non so davvero spiegare.
E c’è Last Hope, che vorrei avere scritto io. E perché se fossi una canzone, forse ora sarei questa. So if I keep my eyes closed, with a blind hope..

~Martina

Posso farcela

I started something I couldn’t finish.

Eh no, cari Smiths. Questa volta non è andata così.
Avevo un unico, piccolo obiettivo per questo 2014, e l’ho portato a termine.
Settimana scorsa ho finalmente cantato e suonato in pubblico per la prima volta la canzone che ho scritto, Roads.
Non importa che fosse solo un saggio di chitarra e che ci fossero ragazzini con la metà dei miei anni, il doppio della mia scioltezza nel suonare e probabilmente anche la metà della mia ansia… ci sono conquiste che nessun tredicenne-futuro-Hendrix-maledettamente-talentuoso ti può togliere.
Non che fosse la prima volta che salissi su un palco, ma mi è capitato sempre e solo di cantare canzoni di altri, con i ragazzi del mio gruppo.

Finalmente, per la prima volta, mi sono trovata da sola su quel palco. Ho potuto dire qualcosa di veramente mio, e non importa se mi tremassero le mani o se effettivamente abbia cominciato da poco a suonare la chitarra e quindi sia ancora una schiappa… Ma è quella sensazione che nasce dentro, quella sensazione che ti dice che puoi farcela, che tutto ciò che ti sei sempre negato non è così impossibile come sembra. Perché il mio più grande nemico è sempre stata lei, la paura.

Ma io posso farcela.

E ora?
Beh, ora si cerca un nuovo obiettivo.

~Martina

* E per i consigli musicali non richiesti…

 

Benvenuti nel tunnel di Spotify (ovvero, canzoni per superare i lunedì lavorativi)

I’ve got another confession to make.

(E qui dovreste rispondermi cantando in coro “I’m your fooool!“)
No, citazioni dei Foo Fighters a parte, la confessione di quest’oggi riguarda il mio profondo amore per Spotify e per le sue playlist. E come ogni buona fissazione che si rispetti, ovviamente ho cercato di trascinare anche le mie amiche nel tunnel (missione quasi riuscita, by the way).
C’è una playlist in particolare però, che ho ascoltato in questi giorni: Office Detox.
Spotify, io apprezzo tutto l’impegno che ci metti, ma a volte riuscire a disintossicarsi dal lavoro sarebbe come vedere uno yeti che cavalca un unicorno. O come chiedere a Mara di non ridere quando qualcuno dice “sfinge”.
Ho quindi creato una mia personalissima playlist di canzoni per i lunedì lavorativi, soprattutto quando capitano di martedì, mercoledì e anche giovedì.

Dai ammettiamolo, tutti abbiamo canzoni che non dovrebbero piacerci perchè non rientrano nei nostri gusti musicali (ed ecco che la “sessione privata di ascolto” di Spotify ritorna sempre utilissima), ma che ci si ficcano in testa senza che possiamo farci nulla. Io ad esempio assomiglio a qualcosa tipo:

worst song ever

Quindi ecco la mia
Top 5 canzoni che non vorrei ammettere di ascoltare, perchè mia sorella mi prenderebbe in giro a vita e perchè i musicisti del gruppo in cui canto mi sostituirebbero al volo, ma che a me piacciono -e vi dirò di più, mi piacciono anche i cantanti stessi-, quindi facciamocene una ragione*

1. Katy Perry – Roar
2. Demi Lovato – Give Your Heart a Break
3. Taylor Swift – Red
4. Spice Girls – Wannabe

…e infine
5. One Direction – Kiss You
(lo so, non dite nulla, fa male anche a me, ma continuare a nascondersi è inutile)

*La classifica è assolutamente personale, nessuna nota musicale è stata ferita nella compilazione della stessa, anche se potrei essermi riservata il diritto di omettere qualche canzone
**E dopo questa, i #LyricsPoem si stanno autodistruggendo
***Avete notato come il post è cominciato con i Foo Fighters e finito con gli One Direction? Ecco.
****Ciao, vado a nascondermi.

~Martina

#LyricsPoem (4)

[Special Edition: “Per convincermi a tornare al lavoro, dovrete trascinarmi fuori dal mio letto – o se non altro datemi un po’ di musica con cui affrontare il tutto”]

Words are flowing out like endless rain into a paper cup
(Across The Universe – The Beatles)

I am a critic, of my own critical need to define myself
(Canals – All Time Low)

I danced in laughter with the ever after
But all things change, let this remain
(Sirens – Pearl Jam)

Hoping one day you’ll make a dream last, but dreams come slow and they go so fast
Maybe one day you’ll understand why everything you touch slowly dies
(Let Her Go – Passenger)

No escape from the truth and the weight of it all
(A Love Like War – All Time Low)

I must become a lion hearted girl
Ready for a fight before I make the final sacrifice
(
Rabbit Heart (Raise it Up) – Florence + The Machine)

~Martina

Ah, già! Dimenticavo il solito link.