Saltatempo

– Tu sei un presuntuoso – disse il Dio – vuoi che tutto torni normale, quando ti fa comodo? Credevi di saper tutto su come funzionano il tempo, lo spazio e i loro contrari. Ti sei divertito a saltare da un orologio all’altro. Però non andava mai come pensavi. Vuoi sapere perché? Perché non credi abbastanza al mondo. Credevi di far girare tu le lancette, illuso, uccellino nella tempesta, pescetto nelle rapide! Volevi consumare una cosa preziosa come la tua voglia di lottare in un istante, invece che usarne la forza ogni giorno. Credevi che il tuo destino fosse segnato, avevi previsto tutto, dramma tragedia e revolverate, e invece come vedi sei qui, nel posto dove tutto è cominciato e sempre ricomincerà. 

(…) Sei libero di scegliere uno dei tuoi sedici futuri ma non posso dirti quale, solo che in uno diventerai pontefice, non fare quella faccia, sto scherzando. Devi solo promettermi che conserverai gli orologi come una cosa importante e preziosa, non tradire né l’uno né l’altro. Quello della fatica quotidiana e quello dei mondi possibili, quello che conta i tuoi passi in terra e quello che misura i tuoi sogni. Quello che scorre e quello che gira. Quello che ti ruba le persone care e quello che te le riporta. Quello che uccide i nemici e quello che ti fa immaginare in quanti modi li uccideresti. Quello che ti fa amare e quello che ti fa amare, capisci la suggestiva ripetizione?

(“Saltatempo”, Stefano Benni)

stefano benni - saltatempo

 

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