Lost and found

È sabato e chiaramente mi sono svegliata alle otto perché ultimamente la mia sveglia biologica ha deciso che il momento giusto per alzarsi sono le sei in settimana e le otto nei weekend. Non esiste un interruttore per spegnerla? Sul computer ho un file Word aperto che mi guarda in attesa di essere trasformato in un brillante articolo per il quotidiano della mia città, e il redattore lo aspetta per… Ehm, beh ORA potrebbe essere un buon momento.

Non c’è da girarci intorno, il mio cervello che dà la sveglia alle sei lo sa meglio di me. C’è qualche ingranaggio che non gira in modo fluido. Sarà perché ultimamente tutto ciò che cerco di costruire mi sembra fragile quanto un castello di sabbia o evanescente come un pacchetto di caramelle lasciato aperto in casa mia.

E quando capitano questi periodi di black out, in cui mi sembra di non riuscire ad entusiasmarmi per nulla, faccio quello che so fare meglio. Riparto dai miei piccoli momenti di gioia quotidiana.

C’è una nuova canzone che io e la mia chitarra abbiamo messo in cantiere. Ho riscoperto quanto mi diverta fotografare, cosa che non facevo da parecchio tempo, e ho persino partecipato ad un laboratorio di solarigrafia. C’è un nuovo piercing al mio orecchio che desideravo da tempo. La mia amica C. mi ha fatto scoprire i bellissimi testi di Passenger e dunque c’è anche un concerto in arrivo. Ma soprattutto ci sono i meravigliosi bambini dei laboratori d’arte: mi basta capire di aver fatto imparare qualcosa di nuovo anche solo ad uno di loro, che la mia giornata prende un’altra piega.

E allora speriamo che abbiano ragione ne I Pirati dei Caraibi quando dicono “For sure, you have to be lost to find a place that can’t be found, elseways everyone would know where it was.”

La conclusione la lascio a Passenger, perché non potrei mai dirlo meglio di come lo canta lui (soprattutto per la parte della ear infection dovuta al piercing -.-‘)

 ~Martina

(Anche se la scelta poteva benissimo cadere su questa o anche questa.)

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