Determinismo, fatalismo, what else?

Coincidenze, destino, karma.. quanto ci divertiamo a dare la colpa di tutto ciò che imprevedibilmente succede nelle nostre vite ad agenti esterni.
Ho sempre fatto parte del team “Leggi i segnali che l’universo ti manda“, ma ultimamente le mie teorie stanno cambiando, e sto cercando di far lavorare un po’ di più quella parte razionale che in me è sempre stata sconfitta dallo stomaco. Avete presente “Sense and Sensibility”? Ecco, qualcosa del genere.
Recentemente, c’è chi mi ha detto che l’essere umano ha bisogno di trovare necessariamente un senso a ciò che gli capita, ordinare il caos che gli si presenta per non accettarlo per quello che semplicemente potrebbe essere: caso.
Forse. Forse è vero. Ho passato gli ultimi mesi a lasciare che fossero gli eventi a decidere per me. Bene, sapete una cosa? Mi sono stufata. Ognuno ha la possibilità di scegliere, ed è quello che finalmente farò anche io.

Eppure qualche volta -pur usando tutta la razionalità di cui dispongo- talvolta, semplicemente… le coincidenze bussano alla porta e tu non puoi ignorarle. E l’eterno dilemma per me rimane ancora aperto (but I’m on my way).

Senso o nonsense?

~Martina

*E per i Consigli musicali non richiesti, il mood del giorno:

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Elogio (e traumi) di una principessa Disney

Alzi la mano chi non ha una principessa Disney preferita.
(Su, non siate timidi, voi uomini là in fondo, lo so che anche qualcuno di voi ce l’ha.)

Sono cresciuta con tonnellate di cartoni Disney, e se questo da un lato mi ha provocato qualche difficoltà nell’accettare che forse nella vita reale non tutte le mie azioni devono essere accompagnate da un’allegra canzoncina che sottolinei il mio stato d’animo, dall’altro ha reso la mia infanzia decisamente piena di ricordi memorabili.
Come le volte in cui mia sorella (ciao Francy, no tranquilla non sparlo mai di te in questo blog) mi obbligava a saltare la drammatica morte di Mufasa ne “Il Re Leone”, causa valle di lacrime incontrollabile, oppure il nostro ballettino e il duetto sulle note de “Il mondo è mio”. Giggggi ed Anna, fatevi da  parte! E le maratone Disney con le amiche? Ehm, si ok, forse non ero già più esattamente una bambina…

Ma tra tutti i cartoni animati ce n’è stato uno che, a furia di guardare e riguardare, ho finito per consumare (e non solo in senso metaforico, dato che sono riuscita a distruggere il nastro della videocassetta): La Bella e la Bestia.
Ammetto che forse non è un grande colpo di scena. Insomma, sono finita a fare la redattrice in una casa editrice, cosa vi aspettavate?

Belle non è come le altre classiche principesse. Niente nobili origini, vive in un paesino che le sta stretto, ha un libro sempre in borsa ed è desiderosa di avventure, non di un principe. Hai avuto vita facile con me cara Belle, mi hai conquistata già dopo i prime cinque minuti!
E poi arriva Lui, la Bestia, colui che ha alzato sensibilmente le mie aspettative su qualsiasi ragazzo abbia mai incontrato. Certo, non il tipo ideale magari: un po’ peloso, con una maledizione da sconfiggere e un caratteraccio, ma poi…

Bestia: «Non mi sono mai sentito così prima d’ora, devo fare qualcosa per lei! Ma cosa?».
Tockins: «Ci sono le solite cose: fiori, cioccolatini, promesse che poi non manterrete».

E invece no. Decide di regalarle una libreria. Una libreria.

Libreria Bella e la Bestia
Fu così che la mia infanzia e tutta la mia futura adolescenza furono irremediabilmente segnate. Ho passato gli anni successivi a sognare che qualcuno mi regalasse una libreria, o meglio QUELLA libreria. Perchè nessuno ci ha mai pensato? E perchè in camera mia non ho una scala per arrampicarmi a prendere i libri che sono troppo in alto e da cui posso lanciarmi canticchiando? Insomma è stato un trauma. Sono stati anni difficili, ma sono felice di comunicarvi che è un tunnel da cui sto uscendo, e sto piano piano rinunciando all’idea.

Anche se c’è una cosa che non mi ha mai convinto fino in fondo. Scusa Adam, ma io ti preferivo quando eri Bestia.

La Bella e la Bestia

~Martina

#LyricsPoem (4)

[Special Edition: “Per convincermi a tornare al lavoro, dovrete trascinarmi fuori dal mio letto – o se non altro datemi un po’ di musica con cui affrontare il tutto”]

Words are flowing out like endless rain into a paper cup
(Across The Universe – The Beatles)

I am a critic, of my own critical need to define myself
(Canals – All Time Low)

I danced in laughter with the ever after
But all things change, let this remain
(Sirens – Pearl Jam)

Hoping one day you’ll make a dream last, but dreams come slow and they go so fast
Maybe one day you’ll understand why everything you touch slowly dies
(Let Her Go – Passenger)

No escape from the truth and the weight of it all
(A Love Like War – All Time Low)

I must become a lion hearted girl
Ready for a fight before I make the final sacrifice
(
Rabbit Heart (Raise it Up) – Florence + The Machine)

~Martina

Ah, già! Dimenticavo il solito link.

You say goodbye, I say hello

Cosa devo dire… Un giorno apri il blog e vedi che la tua adorata collega scrive un post sul Natale e non ti avvisa… Martina Martina, vuoi sapere una cosa? Delle mille canzoni natalizie che mi hai passato, Mariah Carey compresa (giuro che ho dovuto cercare su Google come si scrive), ne avrò ascoltate tre, massimo quattro. E poi puff, Natale svanito anche per me.
Ma il Natale è storia vecchia ormai, così come Capodanno e tutto il 2013.

Che cosa mi ha portato per ora il 2014?

Aumento di peso; avversione all’alcol (Martina non ridere); un cd dal titolo “Forever goodbye 2013” che nonostante il titolo e le intenzioni mi ricorderà per sempre il 2013; due nuove dipendenze – Game of Thrones e Hunger Games – con conseguente immedesimazione in Daenerys Targaryen, nonostante io abbia paura della mia stessa ombra, e in Katniss Everdeen, nonostante io sia atletica quanto un bradipo; un nuovo cd preferito di questi giorni, così chiamo gli amori passeggeri; un raffreddore; una visita medica da 130 euro (non per il raffreddore); due cene a base di minestrina e una a base di minestrone; la capacità di fare da sola il salame al cioccolato.

E siamo solo al quarto giorno. Il 2014 si prospetta un anno florido…

~Mara